Fase 2, il Governo placa le polemiche sugli assistenti civici: sì alla sorveglianza ma non avranno compiti di polizia


Proposta, bocciata e poi riacciuffata per i capelli. L’idea degli assistenti civici, i volontari chiamati a controllare il rispetto delle misure di contenimento in fase 2, fa ancora discutere. Una pezza sulla polemiche infuriate ieri la mette il Governo che in tarda serata trova la ‘quadra’ ricucendo anche lo strappo con il Viminale che aveva bocciato l’ipotesi avanzata dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, compulsato quest’ultimo dai sindaci dell’Anci in cerca di sostegno nella difficile battaglia contro i comportamenti irresponsabili dei cittadini in questo delicato momento di passaggio.

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La presidenza del Consiglio, al termine della riunione tra il premier Conte e i ministri Lamorgese, Boccia e Catalfo sul progetto degli assistenti civici, ha chiarito che i ministri direttamente interessati al progetto proseguiranno nelle prossime ore nel mettere a punto i dettagli di questa iniziativa, che mira, per il tramite della Protezione civile, a soddisfare la richiesta di Anci di potersi avvalere, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, di soggetti chiamati ad espletare, gratuitamente, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore. I volontari, questo il nodo della questione sciolto da Conte, «non saranno incaricati di pubblico servizio» e la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia.

Questa iniziativa – viene fatto osservare da fonti di palazzo Chigi – si inserisce nell’alveo di quelle già assunte dalla Protezione civile, che hanno portato a dislocare oltre 2.300 volontari nelle varie strutture ospedaliere, nelle Rsa e nelle carceri.

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La proposta di Francesco Boccia ai presidenti di Regione il 29 aprile non aveva fatto tanto rumore, ma allora gli italiani stavano a casa e non si era tornati alla movida che turba i sonni di molti nella fase 2. Adesso invece il bando per reclutare 60 mila assistenti civici diventa il caso di giornata, criticato da maggioranza e opposizione. Il ministro Pd degli Affari regionali, appoggiato dal presidente dell’Associazione Comuni (Anci) Antonio Decaro, pensa ai volontari per aiutare chi non ce la fa da solo, come nella fase dell’emergenza più dura, ma anche per far rispettare il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e il divieto di assembramento. Ipotesi queste ultime di cui al Viminale nulla sapevano tanto che dal ministero fanno sapere di non essere stati informati preventivamente. Un corto circuito che spinge il premier Giuseppe Conte a convocare un vertice con Boccia e le ministre Luciana Lamorgese (Interni) e Nunzia Catalfo (Lavoro) concluso con la soluzione mediata ieri sera.

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martedì, 26 Maggio 2020 - 08:31
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