Bufera sulla procura di Trani, il magistrato Capristo va in pensione (e spera di tornare libero) e parla per un’ora dinanzi al gip

Carlo Maria Capristo
Il magistrato Carlo Maria Capristo

Da un lato la volontà di sfruttare l’interrogatorio di garanzia per fornire dei chiarimenti rispetto alle accuse che si sono tradotte in un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, dall’altro lato la necessità di provare a riconquistare quanto prima la libertà perduta anche rinunciando per sempre al suo lavoro in magistratura.

Carlo Maria Capristo, il procuratore di Taranto accusato di avere fatto pressioni su un pm di Trani allo scopo di orientare un procedimento di interesse di alcuni suoi omicidi imprenditori, scrive una nuova pagina dell’iter giudiziario scaturito dall’inchiesta che ha aperto una nuova ferita nel mondo della magistratura. Capristo ha già inoltrato la domanda di pensione, il che da un lato gli eviterà l’eventuale onta di essere ‘sanzionato’ dal Csm (laddove il Csm avesse ritenuto l’esistenza di comportamenti non in linea con il codice etico delle toghe) ma soprattuto gli consentirà di azzerare il ‘rischio della reiterazione’ del reato e di ‘inquinamento probatorio’ sui quali poggia la misura cautelare dei domiciliari. Facile, dunque, prevedere che Capristo, in sede di Riesame, proverà a chiedere la libertà sostenendo che le esigenze cautelari siano venute meno. Quanto, invece, alle accuse che gli sono state contestate, Capristo ha parlato per circa un’ora nel corso dell’interrogatorio di garanzia a che si è tenuto oggi pomeriggio nel palazzo di giustizia Potenza alla presenza del giudice per le indagini preliminari Antonello Amodeo.

Capristo, ha spiegato all’uscita il suo difensore, l’avvocato Angela Pignatari, ha «fornito ogni spiegazione ai fatti che gli venivano contestati». «Nonostante – ha aggiunto il legale – le compromesse condizioni di salute», Capristo (che e’ entrato nel Palazzo di Giustizia su una sedia a rotelle) ha «deciso di non differire l’interrogatorio di garanzia e di renderlo: questo era importante per la sua difesa e per i suoi 40 anni di servizio. Ha fatto ogni sforzo per affrontare l’interrogatorio e per rendere – ha concluso Pignatari – ogni risposta adeguata alle domande».

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giovedì, 28 maggio 2020 - 17:22
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