Carceri, suicidi in aumento. Il Garante: «Serve supporto psicologico per i detenuti»

Cella Carcere

Sono 21 i suicidi registrati dall’inizio dell’anno fino a oggi nelle carceri italiane. Il dato è fornito dal Garante per i diritti dei detenuti, Mauro Palma, nel suo bollettino. «Un numero, per quanto può contare una valutazione parziale, superiore a quello degli ultimi due anni (alla stessa data di oggi erano 16 nel 2019 e 18 nel 2018)», rileva il Garante.

«Quello che colpisce è che in ben due degli ultimi tre casi si è trattato di persone che avevano appena fatto ingresso in Istituto – spiega – e, conseguentemente, erano state collocate in isolamento sanitario precauzionale».

«Questa drammatica questione – afferma – induce a una riflessione su come possa essere vissuto tale periodo in persone in cui alla frequente precarietà di vita all’esterno dell’Istituzione detentiva si sono improvvisamente aggiunte l’intrinseca vulnerabilità connessa alla privazione della libertà e quella dovuta a una collocazione isolata sin dal primo traumatico momento».

Il Garante nazionale «è ben consapevole della necessità di tale periodo di precauzione per la tutela della salute della collettività e, in particolare, di coloro che operano o vivono all’interno della struttura dove la persona deve essere inserita. Tale consapevolezza nulla toglie, però, alla necessità che vulnerabilità aggiuntive specifiche, quale quella descritta, debbano essere affrontate con strumenti anch’essi di eccezione – come è eccezionale la situazione che li sta determinando».

Per questo chiede che «si vada oltre l’attuazione di quel ‘protocollo anti suicidario’ predisposto in situazioni di normalità e che si preveda un aggiuntivo supporto psicologico specifico nei confronti di queste persone, pur con tutte le cautele di caso volte a tutelare la salute di chi è chiamato a operarvi. Nell’attesa di valutare con le Autorità competenti quale proposta possa essere messa in campo per affrontare questo specifico problema, «il Garante vuole porre alla considerazione la possibilità di predisporre, almeno temporaneamente, un’équipe di supporto, agendo con una logica analoga a quella che ha portato a fornire gli Istituti di un insieme di operatori socio-sanitari, reclutati con apposito urgente bando».

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venerdì, 29 maggio 2020 - 15:49
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