Napoli, promozione dei vigili: archiviata l’inchiesta su Clemente ed Esposito ma per il gip la procedura era illegittima

Polizia Municipale
di Manuela Galletta

La procedura per la promozione di 50 maggiori dei vigili urbani fu illegittima ma l’anomalia registrata non integra alcun reato dal momento che i vincitori della graduatoria non hanno avuto tornaconti economici né l’Ente responsabile della procedura ci ha rimesso. E’ in sintesi la conclusione cui è giunto il giudice per le indagini preliminari Tommaso Perrella della 39esima sezione penale del Tribunale di Napoli che lo scorso 5 giugno ha disposto l’archiviazione del fascicolo di inchiesta aperto a carico dell’assessore Alessandra Clemente, che all’epoca dei fatti contestati aveva la delegata alla Polizia Municipale, e del capo dei vigili urbani di Napoli Ciro Esposito. La decisione del gip è in linea con le conclusioni del pubblico ministero titolare del fascicolo.

A sporgere querela sono stati nove vigili urbani, che avevano contestato quella delibera di giunta del luglio 2017 con la quale si chiedeva al Consiglio comunale di ratificare la modifica del regolamento del Corpo con annessa la nomina dei 50 nuovi graduati. La delibera fu poi approvata ma venne bloccata per due volte dal Tar e successivamente annullata. L’assessore Alessandra Clemente (difesa dall’avvocato Gaetano Mastropasqua) e il capo della Municipale Ciro Esposito (difeso dall’avvocato Mario Angelino) erano accusati di abuso d’ufficio ed Esposito anche di falso ideologico. In relazione alla prima contestazione, il giudice ha sottolineato che il reato non può ritenersi concretizzato dal momento che manca sia l’evento del danno in capo al Comune sia quello di ingiusto vantaggio: «La delibera in oggetto, quand’anche non fosse stata annullata, non avrebbe garantito alcun aumento stipendiale ai presunti vincitori – annota il giudice – né, tanto meno, determinato un impegno di spesa per l’Ente».

Non solo: per il giudice è infondata anche la previsione di vantaggio ipotizzata dal difensore dai 9 vigili che hanno presentato ricorso. Secondo il legale, l’avanzamento di grado avrebbe consentito ai promossi di beneficiare di un punteggio aggiuntivo in un eventuale concorso interno per l’attribuzione del livello D3 giuridico (funzionario di vigilanza) e avrebbe posti i promossi nelle condizioni di potere ambire ad una «posizione organizzativa» che comporta un aumento di stipendio su base annua. Ebbene, per il giudice questi «vantaggi ipotizzati non appaiono idonei ad integrare l’evento del reato previsto dalla fattispecie delittuosa, rappresentando conseguenze indirette o meramente eventuali della condotta in esame». Infondata è stata ritenuta anche l’accusa di falso, che si ancorava ad un’affermazione del capo dei vigili Ciro Esposito (ispiratore della delibera): nella delibera Esposito assumeva che vi era una «totale mancanza di personale della categoria D3», circostanza non vera. Esposito, ascoltato dal pm, ha quindi chiarito che con quella infelice espressione voleva intendere che vi era una «criticità dettata dalla carenza di personale». La spiegazione è stata ritenuta sufficiente dal giudice per ritenere «verosimile l’ipotesi di un errore interpretativo da parte di Esposito e, conseguentemente, l’assenza di dolo».

Archiviata, infine, l’accusa di calunnia mossa da Ciro Esposito ai 9 vigili che hanno sollevato il caso della promozione dinanzi alla procura: «Giova rimarcare – è il parere del gip – che hanno denunciato condotte effettivamente illegittime (seppure non integranti gli estremi di un reato) ragion per cui deve pacificamente escludersi la sussistenza del fatto delittuoso loro ascritto».

Leggi anche:
– 
Ucciso in auto a colpi di fucile, mistero sulla morte di un 34enne nel Cosentino
– 
Concerto annullato e rimborsato col voucher, McCartney bacchetta il Governo: «Decisione scandalosa e solo italiana»
– 
Torre del Greco, bomba carta esplode davanti ad attività di noleggio auto
– 
Lotta al caporalato, 52 arresti tra Calabria e Basilicata: la Finanza sequestra 14 aziende agricole
– 
Roma, spaccio negli orti di San Basilio: 38 arresti. Un intero quartiere trasformato in mercato della droga aperto h24
– 
Undicenne muore annegato nel fiume Brenta, fatale un gioco con i fratelli: la madre tenta il suicidio, è salva
– 
Coronavirus, in Campania un nuovo contagio e zero vittime. La Regione sospende le tasse: stop al bollo auto
– 
Detenuto nasconde microcellulare nelle parti intime, la scoperta nel carcere minorile di Airola: allarme dei sindacati
– 
Stop ai balli lenti e ai drink al bancone, sì ai matrimoni senza buffet e al plexiglas al cinema: le regole delle Regioni
– 
Carcere per i giornalisti, la Corte Costituzionale rinvia: il Parlamento ha un anno di tempo per una nuova legge

mercoledì, 10 Giugno 2020 - 12:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA