Nomine nella Sanità pugliese, inchiesta chiusa: Emiliano a rischio processo. La difesa: «Nome dell’inchiesta irrispettoso»

Michele Emiliano, il governatore della Regione Puglia

L’inchiesta su presunte irregolarità nelle nomine relative alla Sanità pugliese è prossima ad approdare in un’aula di Tribunale. Ieri sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, atto che anticipa l’intenzione dei pm titolari del caso di chiedere il rinvio a giudizio per i destinatari del provvedimento.

La notifica dell’atto ha interessato il governatore della Regione Michele Emiliano (Pd), l’assessore al Welfare Salvatore Ruggeri e i due esponenti politici dell’Udc Angelo e il figlio Napoleone Cera. Tutti e quattro rispondono di corruzione in relazione alla nomina del commissario della Asp Angelo Cera: i Cera, in cambio di quella nomina, avrebbero assicurato il loro appoggio al candidato alla carica di sindaco di San Severo di Francesco Miglio, caldeggiato dal governatore Emiliano. Ai Cera, inoltre, è contestato, in concorso con Vito Piazzolla, il reato di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità perché padre e figlio avrebbero indotto il Dg dell’Asl di Foggia a bloccare o sospendere il processo di affidamento alla società ”Sanitaservice Asl Fg” delle attività di gestione del Cup – Centro unico prenotazioni. Altre imputazioni minori chiamano in causa sempre i Cera e Rosalia Bisceglia per ottenere voti elettorali a favore di un candidato da loro indicato. 

Gli altri indagati cui è stato notificato l’avviso di conclusione indagini sono il direttore generale dell’Asl di Foggia Vito Piazzolla e Rosalia Bisceglia ex consigliera comunale di Manfredonia (Foggia).

Sulla chiusura delle indagini preliminari si è sollevata anche una polemica semantica. I legali dei Cera hanno contestato la scelta del nome dell’inchiesta operata dall’inchiesta. L’indagine è stata battezzata «C’era una volta». Un gioco di parole definito irrispettoso: «Leggere un comunicato stampa della Procura di Foggia intitolato ‘operazione C’era una volta’, con un gioco di parole tanto banale quanto poco rispettoso dei nostri assistiti lascia davvero sconcertati sia per la caduta di gusto, sia per il pregiudizio insito in un titolo che vorrebbe relegare, per mano giudiziaria, i Cera al passato. Invece ‘Cera c’è e ci sarà», dicono Francesco Paolo Sisto, Michele Curtotti e Pasquale Spagnoli avvocati difensori di Napoleone Cera.

«Il pieno clima di campagna elettorale, anche per il rinnovo del consiglio regionale, corre il serio rischio di diventare inutilmente incandescente, con una inutile tracimazione degli scopi dell’accertamento giudiziario nelle contingenze della politica – prosegue il collegio difensivo – E appare ancora più inspiegabile il ricordo, nel finale, della presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, in perfetta, clamorosa rotta di collisione con la precedente comunicazione iperaggressiva degli inquirenti. Ci limitiamo a rassicurare che i Cera si batteranno, strenuamente, per fare balenare la loro estraneità  alle contestazioni, oltre che per esercitare i propri diritti nel rispetto delle leggi, non sottraendosi al contraddittorio nel processo, unico luogo deputato alla verifica delle ipotesi di accusa», concludono gli avvocati.

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giovedì, 11 Giugno 2020 - 14:00
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