Caos a piazza Bellini e attivisti arrestati, flash mob di Mezzocannone occupato per i ragazzi finiti in prigione


Un flash mob «per ricostruire insieme la verità sui fatti di ieri sera». I militanti del centro sociale Mezzocannone occupato si danno appuntamento questa sera, 15 giugno, in piazza Bellini per protestare contro l’arresto di Pietro Spaccaforno (39 anni, attivista del centro sociale Insurgencia e dirigente dell’Afro Napoli United che milita in Eccellenza Campania), Fabiano Langella (di 27 anni) e Diego Marmora (di 40 anni) per i reati di minaccia, lesioni, resistenza e danneggiamento aggravato, mentre sono stati denunciati a piede libere per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. I tre sono stati condotti in carcere, a Poggioreale, in attesa dell’udienza di convalida del fermo. 

Secondo la ricostruzione fornita dalla Questura, l’equipaggio dell’Ufficio prevenzione generale, durante il servizio di controllo del territorio nelle zone della “movida”, transitando in piazza Bellini «è stato bersaglio di parole ingiuriose pronunciate da una persona che le ha ripetute al successivo passaggio della volante». Gli agenti, prosegue la nota, «hanno così deciso di identificare l’uomo che si è rifiutato di dichiarare le proprie generalità e ha continuato ad offendere gli operatori e ad urlare per attirare l’attenzione delle altre persone presenti». Spaccaforno è stato raggiunto da Langella e Marmora. Secondo quanto riferisce la Questura, Langella e Marmora hanno «proferito insulti all’indirizzo dei poliziotti» e «ne hanno ostacolato l’operato». In quei frangenti sono sopraggiunte altre pattuglie che, si legge nella nota, 1dopo vani tentativi di riportare la calma, sono state insultate, accerchiate e minacciate anche da numerose persone presenti». La Questura fa sapere che «un funzionario di polizia e altri 11 operatori hanno riportato contusioni e traumi con prognosi da  3 a 17 giorni mentre 5 volanti sono state danneggiate».

Il centro sociale Insurgencia però ha una versione dei fatti diametralmente opposta: in una nota vengono smentiti «gli insulti, le minacce, l’accerchiamento e le aggressioni di cui parla il comunicato della Questura» e si spiega che «ad aver provocato la tensione, ad aver aggredito e generato la reazione della piazza composta da ragazzi comuni sono stati gli agenti con spintoni, violenze fisiche ed intimidazioni». Ed è proprio per dare risalto a questa ricostruzione che in serata ci sarà il flash mob. 

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lunedì, 15 Giugno 2020 - 16:30
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