Giustizia, in Commissione alla Camera torna il tema della separazione delle carriere. Azione: «Occasione unica»

La Camera dei Deputati

Dopo il sostanziale stop dei lavori parlamentari provocato dall’emergenza sanitaria da Coronavirus e dai danni economici da essa scaturiti, i temi politici tornano al centro del dibattito. Oggi pomeriggio, a partire dalle 18,15, in Commissione Affari Costituzionali della Camera si è tornato ad affrontare la questione delle norme per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirenti.

Alla maggioranza di centrosinistra Pd-Italia Viva-M5s-Leu si rivolge il movimento di Carlo Calenda “Azione”, invitando a non contrastare pregiudizialmente la riforma.

«La ripresa oggi alla Camera dell’esame della proposta di legge popolare promossa dall’Unione delle Camere Penali è un’occasione unica per mettere mano davvero alla separazione delle carriere. Anche gli ultimi scandali hanno dimostrato in modo evidente come separare i pubblici ministeri dai magistrati che fanno le sentenze sia urgente, anche se ovviamente non sufficiente per curare i mali della nostra Giustizia. Bisogna eliminare la crisi, anche di credibilità, che attraversa il nostro sistema giudiziario, anche se per colpa di una minoranza dei magistrati», ha commentato su Facebook Andrea Mazziotti, responsabile Programma di Azione. «Bisogna avviare – riprende – una discussione senza pregiudiziali, nella quale anche chi è tradizionalmente contrario alla riforma, come PD e M5S, e chi sostiene ogni giorno di essere garantista, come IV, dovrà spiegarci le ragioni di un’eventuale voto negativo. E speriamo di non dover sentire le solite scuse sull’indipendenza della magistratura, sui rischi di mettere le procure sotto il controllo del Governo, ecc. ecc. La riforma, infatti prevede due CSM distinti ma ugualmente identici, uno per la magistratura requirente e uno per la giudicante. I PM, quindi, resterebbero totalmente autonomi rispetto al governo, esattamente come oggi».

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lunedì, 15 Giugno 2020 - 16:06
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