Mondragone respinge Salvini con striscioni e fischi, lui batte in ritirata e annulla il secondo appuntamento

Matteo Salvini leder della lega, durante la coferenza stampa a Villa Vittoria a Napoli ______________________________ Matteo Salvini leder of the league, during the press conference at Villa Vittoria in Naples

Credeva di trovare un’autostrada di consensi a Mondragone. Credeva che lì, dove è esploso un focolaio di contagio e insieme un focolaio di tensione sociale, sarebbe riuscito a cavalcare uno dei suoi tanti cavalli di battaglia (quello del ‘prima gli italiani’) e al tempo stesso sarebbe riuscito a fare ‘opposizione’, ancora una volta, al governatore Vincenzo De Luca con il quale è in atto un duello verbale quotidiano. Invece Matteo Salvini ha trovato ad attenderlo una Mondragone ostile. Che invece degli applausi e dei selfie, gli ha riservato striscioni con su scritto «Salvini non sei il benvenuto», «Salvini torna nella fogna», «Salvini sciacallo, Mondragone non è una passerella».

Alta tensione nel tardo pomeriggio di oggi tra urla, spintoni, cariche della polizia, lancio di bottigliette d’acqua. Un gruppo di decine di contestatori – attivisti di centri sociali e componenti di associazioni locali – ha di fatti impedito a Salvini di tenere il suo comizio. Ma anche all’interno delle stesse palazzine ex Cirio, divenute mini zona rossa, c’era una popolazione divisa. Se al primo piano di un appartamento vi era uno striscione in favore del leader della Lega, su altri due balconi vi erano gli striscioni di contestazione a Salvini, segno che tra gli stessi italiani, che vivono lì insieme alla comunità bulgara all’interno della quale si è diffuso il contagio, non c’è unanimità di vedute sulla visita del leader della Lega. Striscioni ma anche tanti fischi, insulti arrivati dai contestatori organizzatori: in tanti gli hanno urlato «Buffone» oppure «Salvini peggio del Covid». Risultato: Salvini non ha potuto parlare ma ha deciso anche di annullare la seconda tappa della serata, prevista al lido Kuursal. Ad aspettarlo c’erano l’ex sindaco Giovanni Schiappa, il consigliere regionale Gianpiero Zinzi e l’europarlamentare Valentino Grant, che ha parlato di «attentato alla democrazia» in relazione alle contestazioni al leader della Lega. «Non è possibile che un esponente politico non riesca ad esprimere la propria idea. Salvini era venuto a fare delle proposte e non le ha potute fare, e ciò per colpa di facinorosi non mondragonesi, ma provenienti da fuori. Tanti cittadini di Mondragone avrebbero voluto sentirlo, ma non hanno potuto farlo. Salvini lo conosco, ritornerà».

Schiappa parla di «grande occasione persa per tante persone», mentre Gianpiero Zinzi, afferma che «è stato impedito ad un leader politico di parlare». Una ritirata che accresce i timori del leader della Lega. Salvini credeva di potere aumentare i propri consensi anche in Campania, dove alle Europee pure aveva seminato bene. E proprio in questa ottica, in Campania, ha iniziato una strategia di contrasto ai suoi stessi alleati, a Forza Italia, nella speranza di sottrarre loro non solo candidati alle Regionali (come Zinzi) ma anche voti. Tuttavia l’emergenza sanitaria Coronavirus ha mandato all’aria i suoi piano, rinsaldando la leadership del governatore Vincenzo De Luca, il quale ha dimostrato di avere il pugno di ferro come un esponente di destra ma di avere sempre valori di sinistra. Così facendo De Luca ha di fatto divorato ogni spazio che Salvini sperava di sfruttare. Di qui il clamoroso flop di questa sera che si è concluderà con la cena a Santa Maria Capua Vetere con sostenitori e politici.

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lunedì, 29 Giugno 2020 - 21:15
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