Coronavirus, il governatore Zaia: «Dati non buoni in Veneto, bisogna mantenere le distanze sociali. Niente strette di mano»

Zaia via l'obbligo della mascherina all'aperto

Dopo un leggero aumento di casi di contagio da Coronavirus negli ultimi giorni in Veneto, si rialza l’attenzione nella Regione. A suonare il campanello d’allarme è lo stesso governatore Zaia che in conferenza stampa ha chiesto ai cittadini veneti «di fare attenzione: si ricomincia a stringere le mani, evitatelo». «Sono stati registrati altri 8 casi positivi e 35 persone in isolamento» ha spiegato. «Non sono dati buoni, non è un momento di vanto. La sanità del Veneto ha consegnato una regione in ordine dopo 3 mesi di lockdown. A differenza di febbraio e marzo, abbiamo le spiagge piene. L’assembramento viene spontaneo, io non ho nulla contro i comportamenti umani» ma in questo momento sono da evitare.

Il presidente della regione guarda con sospetto «quest’aria di gioia. O è la quiete dopo la tempesta, se la tempesta è passata, ma se siamo prima della tempesta ci stiamo predisponendo per trovarla. Siamo davanti a una bestia terribile, questo virus è terribile». «Non siamo più nella fase 2, siamo nella ‘fase limbo’: o andiamo avanti o andiamo indietro, ognuno di noi deciderà se andare allo schianto o cercare di salvare la propria vita e quella dei cittadini. Non voglio fare allarmismi, ma ho l’obbligo dell’obiettività. Ai cittadini dico di fare attenzione: si ricomincia a stringere le mani, evitatelo ancora per un po’. Continuate a disinfettarvi le mani», prosegue. «Mascherina nei luoghi chiusi e negli assembramenti, distanziamento sociale: questo è l’abc» conclude Zaia.

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martedì, 30 Giugno 2020 - 17:26
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