Editoria, l’Espresso perde una storica firma: Fittipaldi lascia dopo 13 anni, è l’effetto della leadership degli Elkann

Il giornalista Emiliano Fittipaldi

L’Espresso perde una delle sue storiche e apprezzate firme. Dopo la rivoluzione ai vertici di Repubblica, La Stampa e Huffington Post, la leadership degli Agnelli-Elkann nell’importante importante rete di giornali nazionali, locali e radio che fu della ‘Gedi’ dei De Benedetti fa sentire il suo peso.

Quarantacinque anni e da 13 anni firma di punta dell’Espresso, il giornalista di inchiesta Emiliano Fittipaldi, di origini napoletane, ha lasciato di lasciare. Un addio pesante comunicato ai lettori via Facebook dallo stesso Fittipaldi. «Oggi lascio L’Espresso, dove ho vissuto 13 anni entusiasmanti. Ringrazio i direttori che mi hanno supportato e sopportato, e colleghi straordinari che fanno (e faranno) un grande giornale. Soprattutto saluto i lettori, che sono gli unici padroni del giornalismo libero. Ci rivedremo presto».
Fittipaldi ha realizzato, tra le altre, l’inchiesta sul maxi-prestito da 700mila euro ricevuto da Matteo Renzi necessario per acquistare casa. Numerosi sono stati anche i servizi realizzati sull’era Raggi: uno di questi ha poi all’arresto del costruttore Sergio Scarpellini e di Raffaele Marra, al tempo braccio destro del sindaco Raggi.
Fittipaldi è anche autore di numerosi libri. Ha vinto due volte il premio Ischia nel 2006 e nel 2017, e il Premio Sodalitas nel 2005.

Fittipaldi potrebbe approdare sulla nuova creatura editoriale di Carlo De Benedetti. Il giornale, di cui sarà direttore Stefano Feltri, dovrebbe arrivare in edicola a ottobre. Le linea editoriale, come lo stesso De Benedetti ha spiegato in un’intervista a Piazza Pulita su La 7, è «liberale e democratica con particolare attenzione alle disuguaglianze sociali, all’interno di un quadro di economia di mercato e di libera iniziativa. Sempre con occhio critico nei confronti di tutti i poteri, senza alcuna pregiudiziale».

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martedì, 30 giugno 2020 - 09:48
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