Salvini ci riprova a Castel Volturno ma il comizio è un flop. E glissa sulle accuse di Cesaro jr: «Onore delle armi a lui»

matteo salvini
Salvini a Mondragone (foto kontrolab)

Non demorde, Matteo Salvini, che dopo la contestazione di ieri a Mondragone questa mattina ha voluto tenere un comizio lampo a Castel Volturno, una delle città campane in cui la bomba sociale causata da degrado ed immigrazione incontrollata è problema di grande rilevanza. Il leader leghista ha deciso di chiudere la sua due giorni in Campania in un luogo simbolo, ma anche stavolta è stato contestato: poche persone in strada mentre girava per le stradine della cittadina, e qualche contestatore, tra cui una donna che lo ha apertamente contestato. Ciò nonostante Salvini non si è sottratto al rito dei selfie (con mascherina abbassata) e ha annunciato: «Tornerò con ancora più grinta a Mondragone entro una settimana».

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Poi parla di politica, del resto la Lega anche in Campania (dove sostiene Stefano Caldoro di Forza Italia) è in campagna elettorale: «Chi non vuole cambiare le cose a Caserta, Napoli e in Campania – dice – è la camorra, è l’unica che ci guadagna dai rifiuti in strada o dal lavoro illegale».

Inevitabile un riferimento ad Armando Cesaro che ieri ha annunciato il ritiro della candidatura alle elezioni regionali in Campania, cui riconosce l’onore delle armi («Apprezzo la sua scelta») glissando sulle accuse mossegli dal capogruppo forzista in Regione  e affonda sul centrosinistra: «In Campania per la prima volta c’è la Lega col suo simbolo. La differenza è nella squadra, vediamo chi sceglieranno i campani: De Mita, De Luca e Mastella o proveranno a cambiare».

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martedì, 30 giugno 2020 - 11:23
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