Intercettazioni, il vademecum della Procura di Milano: omissis sulle conversazioni con difensori e parlamentari

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Una rigorosa selezione delle intercettazioni «rilevanti» e utilizzabili nel processo, a cura dei pm. Intercettazioni irrilevanti al bando e omissis per le conversazioni con avvocati difensori e parlamentari. E’ la sintesi della direttiva di dieci pagine che il procuratore di Milano Francesco Greco ha inviato ai sostituti procuratori del tribunale meneghino alla luce del decreto ‘Intercettazioni’ appena convertito in legge. Nella direttiva Greco indirizza il lavoro dei pm, i quali dovranno «assicurare che la polizia giudiziaria effettui una rigorosa selezione delle intercettazioni rilevanti ed utilizzabili a fini processuali» per non mettere agli atti «intercettazioni manifestamente irrilevanti» e «nei casi di conversazioni con difensori o con parlamentari» la polizia giudiziaria nei brogliacci dovrà «omettere ogni indicazione relativa al loro contenuto».

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 Si tratta di una prima serie di linee guida – scrive Greco – «intese ad orientare ed uniformare le prassi dell’ufficio e della polizia giudiziaria», una nuova disciplina da applicare alle indagini che utilizzano intercettazioni a partire dal primo settembre prossimo. Nella direttiva si spiega anche che sarà necessario sottoporre a una «tempestiva valutazione» del pm i casi dubbi (ovvero se un’intercettazione debba essere considerata o meno rilevante). Nei brogliacci non potranno finire «espressioni lesive della reputazione delle persone o quelle che riguardino dati personali definiti sensibili dalla legge, salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti». Quando un intercettato parlerà con avvocati o parlamentari la polizia giudiziaria non potrà trascrivere il contenuto dell’intercettazione, ma dovrà segnalare nei brogliacci «conversazione con difensore» o «conversazione con parlamentare». Quelle irrilevanti dovranno essere indicate come «conversazione/parte di conversazione non attinente all’oggetto di indagine». Nelle richieste di misure cautelari la Procura «riprodurrà, quando necessario, soltanto i brani essenziali delle comunicazioni e conversazioni» ritenute «rilevanti e utilizzabili».

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martedì, 7 luglio 2020 - 09:54
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