Chiesa senza parroci: sì del Vaticano a matrimoni e funerali celebrati da laici. Al bando i tariffari delle cerimonie

Prete generica

In via eccezionale i laici potranno celebrare battesimi, funerali e matrimoni. La carenza di vocazioni, e quindi di sacerdoti, spinge l’Istruzione della Congregazione per il Clero ad aprire a chi non ha preso i voti nella celebrazione, seppur in via del tutto eccezionale.

«Il Vescovo, a suo prudente giudizio, potrà affidare ufficialmente alcuni incarichi ai diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici sotto la guida e la responsabilità del parroco – si legge nell’Istruzione sulle parrocchie. Potranno presiedere la Liturgia della Parola, là dove non si può celebrare la Messa per mancanza di sacerdoti; «non potranno invece in alcun caso tenere l’omelia durante la celebrazione dell’Eucaristia».

Inoltre, «dove mancano sacerdoti e diaconi, il Vescovo diocesano, previo il voto favorevole della Conferenza Episcopale e ottenuta la licenza dalla Santa Sede, può delegare dei laici perché assistano ai matrimoni».

Lo stesso documento mette però severi paletti. Un parroco deve essere un sacerdote, una persona che abbia cioè ricevuto l’ordine del presbiterato, ed è «esclusa ogni possibilità di conferire a chi ne fosse privo tale ufficio o le relative funzioni, anche nei casi di carenza di sacerdoti». Inoltre «l’ufficio di parroco non può essere affidato a un gruppo di persone, composto da chierici e laici. Di conseguenza, sono da evitare denominazioni come, team guida, équipe guida, o altre simili, che sembrino esprimere un governo collegiale della parrocchia». In casi eccezionali potranno avere un ruolo anche laici  ma che comunque “aranno coordinati e guidati da un presbitero delegato dal vescovo. L’Istruzione del Vaticano apre poi anche alla possibilità di «parroci a tempo determinato» ma per almeno 5 anni. In ogni caso, anche per la modalità ordinaria, ovvero la nomina a tempo indeterminato, i parroci «devono essere disponibili per essere eventualmente trasferiti a un’altra parrocchia o a un altro ufficio, se il bene delle anime oppure la necessità o l’utilità della Chiesa lo richiedono».

Infine la Messa e i sacramenti non possono comportare un prezzo da pagare, una tassa da
esigere- si legge-  «non si può dare l’impressione che la celebrazione dei
sacramenti, soprattutto la Santissima Eucaristia, e le altre azioni ministeriali possano essere soggette a tariffari». Lo sottolinea il Vaticano. Il parroco comunque è tenuto «a formare i fedeli, affinché ogni membro della comunità si senta responsabilmente e direttamente coinvolto nel sovvenire ai bisogni della Chiesa, attraverso le diverse forme
di aiuto e di solidarietà- aggiunge la Congregazione per il Clero sottolineando che la suddetta sensibilizzazione potrà procedere tanto più efficacemente quanto più i presbiteri da parte loro offriranno esempi ‘virtuosi’ nell’uso del denaro».

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lunedì, 20 luglio 2020 - 15:21
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