Guerra in Commissione giustizia, Vitiello (Iv) eletto e dimissionario in pochi minuti per non fare saltare l’accordo coi grillini

Catello Vitiello
Il deputato Catello Vitiello

Ha presentato le dimissioni un minuto dopo essere stato eletto. Catello Vitiello, il massone stabiese espulso dal Movimento Cinque Stelle e poi confluito in Italia Viva dopo il pit stop nel Gruppo Misto, è stato un presidente di commissione ‘lampo’.

Tutto è accaduto nella tarda serata di ieri in occasione del voto per l’elezione del presidente della Commissione Giustizia della Camera e gli strascichi si sono trascinati sino ad oggi. Il favorito sembrava essere Mario Perantoni del Movimento Cinque Stelle ma a sorpresa è stato nominato Lello Vitiello di Italia Viva, anche grazie ad una convergenza dei voti di centrodestra. L’esito inatteso della votazione ha mandato su tutte le furie i grillini, che hanno minacciato di fare saltare la nomina di Luigi Marattin (di Iv) alla Commissione Finanze e così, per cercare di stemperare gli animi e riportare la calma in maggioranza, Catello Vitiello ha immediatamente fatto un passo indietro rassegnando le dimissioni.

«Facendo prevalere il senso di responsabilità ho deciso questa sera di dimettermi da presidente della commissione giustizia. Chi mi conosce sa bene la passione e l’attenzione che negli anni ho dedicato ai temi della giustizia in questi anni – ha scritto su Faebook il deputato Vitiello – Ma proprio per la difesa di questa passione e di questo ruolo non potevo permettere che venisse strumentalizzata. Prima ancora delle aspirazioni personali contano, infatti, la capacità di fare squadra e la conferma di impegni che sono alla base della tutela di un governo che deve difendere il lavoro e i sacrifici degli italiani».

La circostanza ha mandato su tutte le furie il centrodestra che nella notte ha occupato l’aula in segno di protesta. I leghisti hanno lamentato la «mancanza di libertà di voto» nella loro commissione. Alla fine la votazione è ripresa e solo poco prima delle due di notte si è avuta la nomina a presidente di Perantoni, che ha ottenuto 26 voti contro i 20 di Enrico Costa di Forza Italia e uno andato a Giusi Bartolozzi sempre di Forza Italia. Subito dopo questo esito, è arrivato quello della votazione in Commissione Finanze dove – come da accordi politici – è stato eletto il renziano Marattin.
La tensione, tuttavia, resta alta. Nel primo pomeriggio è prevista una riunione di maggioranza al Senato per analizzare l’esito della partita sulle presidenze di commissioni che ha comportato strascichi nella formazione rosso-gialla.

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giovedì, 30 luglio 2020 - 12:35
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