Covid, De Luca: «Carta d’identità obbligatoria al ristorante e controlli ai passeggeri dei bus dall’estero»

Vincenzo De Luca

Per andare al ristorante ai tempi dell’emergenza Coronavirus potrebbe essere obbligatorio esibire la carta di identità. Accade in Campania, dove il governatore Vincenzo De Luca ha deciso una nuova stretta per arginare alcuni possibili comportamenti irresponsabili come quelli verificatisi pochi giorni fa. Ad oggi corre l’obbligo per i ristoratori di registrare i clienti e di conservare i dati per due settimane, questo allo scopo di consentire all’Asl di ricostruire con facilità la catena di contatti laddove si verifichi un caso di Coronavirus che tocchi chi ha messo piede in un locale. Nei giorni scorsi l’Asl, che stava verificando possibili contagi causati da chi aveva frequentato un preciso ristorante, s’è resa conto che alcune persone avevano fornito false generalità.

«Abbiamo individuato – ha spiegato De Luca- un contagiato che era stato collegato con il gruppo di ragazzi di Roma che erano positivi a Capri. Avendo individuato questo positivo ci siamo collegati con il ristorante per chiedere i numeri di telefono dei clienti presenti quella sera. Ma i numeri che avevano rilasciato i clienti per il 70% erano falsi».

Comportamenti irresponsabili che mettono a rischio anche gli altri. Per questo motivo la Regione Campania sta valutando due nuove ordinanze. «La prima riguarda l’obbligo per chi va al ristorante di fornire la carta di identità», ha annunciato De Luca. Con la nuova disposizione  «almeno uno dei clienti per ogni tavolo lo dovrà fare perché abbiamo verificato che ci sono degli imbecilli, irresponsabili che danno generalità false», ha incalzato il presidente della Regione.

«La seconda ordinanza – ha spiegato il governatore – riguarda gli arrivi in Campania dei pullman che provengono dai paesi dell’Est Europa. Continuano ad arrivare pullman senza alcun controllo. Abbiamo rilevato che la la maggior parte dei focolai sono di importazione. Dobbiamo trovare forme di controllo preventivo». «Stiamo verificando con la Protezione Civile – afferma – la possibilità di rendere obbligatorio l’arrivo di questi pullman in un punto di raccolta per provincia e di obbligare chi guida questi pullman, o le società di viaggio, a garantire il controllo sierologico della temperatura prima che viaggiatori sbarchi nostro territorio».

«Noi – sottolinea – dobbiamo essere attenti perché si apre l’anno scolastico. Ci stiamo preparando sia alle vaccinazioni di massa, sia ai vaccini antinfluenzali che agli screening sierologici che cercheremo di fare a tutto il personale scolastico. Parliamo di 180 mila test che dobbiamo fare. È evidente però che se non scatta un nuovo senso di responsabilità per i cittadini, è tutto vano. Mascherine sempre se c’è assembramento. È l’unica forma di protezione che abbiamo».

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venerdì, 31 luglio 2020 - 17:32
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