Denuncia choc di una 14enne a Torre Annunziata: ingannata dal fidanzatino, violentata dal branco 3 volte e ricattata

Abusi

Violentata dal branco dopo essere stata attirata in trappola con l’inganno e poi ricattata allo scopo di fare sì che per altre due volte diventasse facile preda dei suoi orchi. Sara (il nome è di fantasia) ha 14 anni ed è la parte offesa di una storia di stupro di gruppo che ad oggi conta quattro indagati.

Arriva da Torre Annunziata, in provincia di Napoli, il racconto drammatico sul quale stanno lavorando sia la procura della Repubblica oplontina guidata da Nunzio Fragliasso sia la procura della Repubblica per i minorenni di Napoli. Sara è stata già sentita per circa 3 ore dal magistrato e ha ricostruito nei particolari l’incubo vissuto per mesi. Un incubo sul quale per paura aveva taciuto e che è venuto a galla solo quando i genitori hanno iniziato a rendersi conto che nei comportamenti della ragazzina vi era qualcosa di strano. E’ così che Sara ha parlato di uno stupro di gruppo ripetutosi in ben 3 occasioni e di ricatti subiti affinché evitasse di rivolgersi alle forze dell’ordine. Da lì in poi è stato compito dei carabinieri iniziare a mettere insieme i tasselli delle indicazioni fornite dalla ragazzina e circoscrivere il perimetro di questa terribile storia. Una storia, dicevamo, che conta 4 indagati, tre dei quali sono minorenni e uno maggiorenne. Due di loro hanno rapporti di parentela con esponenti di spicco del clan Gionta.

Al centro della deposizione della 14enne vi è un ragazzino che lei conosceva già. Un ragazzino del quale si era invaghita e con il quale sembrava vi fosse del tenero. E’ per questa ragione che quando lui la invita a casa della sorella, Sara accetta di raggiungerlo. Ma lì Sara – è il suo racconto – viene aggredita da tre ragazzi e violentata dal branco. Ai genitori non dirà niente, schiantata da quanto le era accaduto. Mentre in silenzio prova ad affrontare ciò che le è successo viene ricontattata da quel ragazzino che l’ha ingannata. Lui le impone di rivedersi, avvertendola che – in caso di rifiuto – avrebbe provveduto a divulgare una foto osé che la stessa Sara, in un momento di ingenuità, gli aveva inviato. Sara ha paura di finire sulla bocca di tutti e così raggiunge il luogo dell’appuntamento: un garage. Ma anche stavolta ad attenderla ci sono anche altri ragazzi che abusano di lei. A turno. Una scena che si ripeterà una terza volta a casa del ragazzino di cui Sara si era invaghita.

Per Sara è un peso troppo grande da portare. Il suo comportamento cambia e i genitori se ne accorgono. E alla fine la 14enne, oggi rappresentata dall’avvocato Annibale Bove, confessa ogni cosa. Nasce così l’indagine affidata ai carabinieri e sdoppiatasi in due fascicoli di indagine per via della diversa età degli indagati. Indagati che, al momento, sono quattro, ma il numero potrebbero salire: sono in corso accertamenti anche su altre persone. I militari dell’Arma, intanto, hanno già sequestrato i telefonini cellulari sia di Sara che dei quattro indagati: si cerca la foto oggetto del ricatto ma anche eventuali messaggi o altri documenti che possano sostenere il drammatico racconto della ragazzina.

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venerdì, 7 Agosto 2020 - 18:11
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