Da sei mesi in carcere in Egitto, nuovo appello per la libertà di Patrick Zaky

Patrick George Zaky
Patrick George Zaky

Sono trascorsi esattamente sei mesi dall’arresto di Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’Università di Bologna arrestato al Cairo. Amnesty International Italia si fa promotrice di un nuovo appello per la sua liberazione lanciando un “tweet storm” con l’hashtag #freepatrickzaki. Un appello che l’associazione intende riproporre costantemente, magari l’8u di ogni mese per «marcare il calendario con una data».

Zaky aveva scelto l’università Alma Mater di Bologna per approfondire gli studi sulle differenze di genere frequentando il Master europeo Gemma. Patrick aveva dato l’ultimo esame il 5 febbraio, il giorno prima della sua partenza per l’Egitto, dove aveva intenzione di trascorrere una breve vacanza in famiglia prima di rientrare a Bologna. Ma una volta atterrati al Cairo, Patrick è sparito.  Il ricercatore avrebbe subito un duro interrogatorio con torture, per poi comparire l’8 febbraio a Mansoura, sua città natale, formalmente in stato di arresto. Da allora si sono succedute di 15 giorni in 15 giorni udienze in cui la sua detenzione cautelare è stata ogni volta rinnovata. 

E’ accusato, tra l’altro, anche di «rovesciamento del regime al potere», per cui secondo la legge egiziana rischia pure l’ergastolo. La base sarebbero alcuni post su Facebook da un account che per la difesa è però fasullo. A inizio marzo, con l’emergenza Coronavirus che comincia a toccare anche l’Egitto, Patrick viene trasferito a Tora, maxi complesso carcerario alle porte del Cairo e per motivi legati alla pandemia le visite di familiari e avvocati vengono interrotte. Il 26 luglio Patrick compare in tribunale dimagrato e provato.

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sabato, 8 Agosto 2020 - 09:42
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