Bonus Inps da 600 euro, le scuse dei politici affossate dall’ironia su Twitter: Bocci e Sarno tra i bersagli

Ubaldo Bocci

I nomi dei deputati che hanno chiesto e percepito il bonus Inps di 600 euro destinato alle partite Iva danneggiate dal lockdown non sono ancora stati resi noti, benché il Garante per la protezione dei dati personali abbia offerta all’Inps la sponda per rompere il silenzio e fare così ordine in una vicenda che sta assumendo contorni grotteschi. Sì, grotteschi. Ché mentre i deputati interessati hanno scelto la strada dell’indifferenza (nella speranza che il clamore passi e la loro identità resti segreta), diversi politici locali si sono fatti avanti, auto-denunciando di avere percepito il bonus. E qui la storia si fa paradossale: da un lato c’è chi ha rivendicato la scelta di accedere al bonus perché «non vivo di politico» e perché, in alcuni piccoli comuni, il compenso è davvero esiguo, dall’altro invece c’è chi – percependo per l’attività politica compensi più alti – ha offerto spiegazioni talmente bizzarre da scatenare gli utenti social. Su Twitter sta spopolando l’hashtag #trovateunascusamigliore in riferimento, appunto, alle scuse offerte da alcuni politici.

Da segnalare, ad esempio, il caso di Ubaldo Bocci, sino a ieri coordinatore del centrodestra a Firenze e attuale consigliere comunale (si candidò a sindaco contro Dario Nardella alle ultime elezioni ma venne sconfitto). Bocci ha ottenuto il bonus e a seguito delle polemiche si è dimesso dalla carica di coordinatore del centrodestra, mentre resta in Consiglio. Bocci ha schierato una difesa assai singolare: dice di avere preso il bonus «per smascherare una legge fatta male» e poi aggiunge di avere dato il compenso «in beneficenza». L’ironia e la rabbia degli utenti Twitter è a pioggia: «Poteva trovare una scusa più credibile, tipo che gli servivano per sellare l’unicorno»; «Volevate fare beneficenza? Prendete parte dei vostri lauti guadagni, andate alla #Caritas e donateli invece di approfittare dei #bonus destinati a chi si trova in seria difficoltà e spacciarvi per caritatevoli».

Tra i bersagli di Twitter anche il consigliere regionale del Piemonte Diego Sarno, eletto col Pd. Ha confessato si avere ricevuto il bonus di 600 euro (marzo e aprile) ma ha scaricato la colpa sulla fidanzata commercialista assumendo che la compagna ha usato i dati di lui, a sua insaputa, per «fare una prova». Per fare ammenda Sarno ha deciso di «fondare un Comitato con lo scopo di avviare iniziative che possano dare un aiuto economico a tutti i lavoratori in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19, partendo da subito con il destinare il mio stipendio da consigliere per sei mesi al Comitato». Sulle colpe scaricate sui commercialisti, qualche utente di Twitter replica: «Il gatto si è messo a camminare sul mio portatile ed è partita la richiesta per #bonus600», oppure «Devo convincere la mia azienda a cambiare commercialista, perché invece di farci accreditare soldi senza chiederci il permesso, si limita a mandarci a tradimento le tasse da pagare. ‘Sto disgraziato».

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mercoledì, 12 Agosto 2020 - 19:11
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