Coronavirus, il Governo corre ai ripari: chiuse le discoteche (anche all’aperto) e di sera obbligo di mascherina per strada

Roberto speranza Coronavirus

I casi di contagio tra i vacanzieri di rientro dall’estero, e in particolare da quattro Paesi particolarmente accorsati dalla gioventù italiana, ha spinto il Governo ad aprire gli occhi su uno scenario che era ampiamente prevedibile: l’azzeramento del timore di contagio tra i giovani e il conseguente atteggiamento di distacco e sufficienza verso un rischio tutt’altro che positivo, atteggiamento che – nella pratica – ha preso il volto di discoteche (all’aperto) iperaffollate e di ragazzi che hanno vissuto la vacanza tra assembramenti e nessuna (o poca) osservanza delle regole basilari per provare a proteggersi.

E così dopo le notizie dei casi positivi tra i giovani tornati dall’estero (e in particolare dalla Spagna, dalla Grecia, da Malta e dalla Croazia) e dopo avere fatto scivolare sapientemente il ferragosto, che segna lo scemare dell’estate, il Governo prova a metterci una pezza. Prova cioè a contenere quella che rischia di essere una seconda ondata di contagi anticipata. Il ministro della Saluta Roberto Speranza ha firmato un’ordinanza con la quale si dispone – a partire da lunedì 17 agosto – la sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche e ogni altro spazio aperto al pubblico: del resto il problema della movida e dei giovani che si accalcano in pista senza precauzioni riguarda anche il nostro Paese. Inoltre viene disposto l’obbligo di mascherina anche all’aperto dalle 18 alle 6 nei luoghi a rischio di assembramento. Queste disposizioni sono state assunte al termine del vertice odierno tra governo e Regioni. «I numeri del contagio in Italia, anche se tra i più bassi in Europa, sono in crescita, e non possiamo vanificare i sacrifici fatti nei mesi passati: la nostra priorità deve essere riaprire le scuole a settembre in piena sicurezza», ha detto Speranza.

L’Italia non è il solo Paese che prova a correre ai ripari. In Grecia, già da qualche giorno, i locali, tutti, sono obbligati a chiudere a mezzanotte, il che di fatto spezza le gambe alle discoteche all’aperto. La misura interessa isole come Mykonos, Santorini, Corfù, Rodi e Creta. Lo stesso accade in Crozia, dopo il forte balzo di nuovi contagi. Il Paese è aperto da inizio giugno, e «con i circa 900 mila turisti sulla costa, ci aspettavamo una crescita delle infezioni, ma non così forte», aveva spiegato il capo dell’Istituto per l’epidemiologia, Krunoslav Capak. «Sarebbe stato meglio limitare l’orario dei locali prima, ma non è ancora troppo tardi», ha concluso. Più drastica la Spagna, dove si stanno registrando numeri altissimi in fatto di contagi: il 13 agosto si sono registrati quasi 3mila nuovi casi in 24 ore. Stando così le cose, il governo spagnolo ha disposto la chiusura delle discoteche e divieto di fumo in strada, quando non è possibile rispettare la distanza di due metri. Oltre allo stop ai locali da ballo, la movida in generale dovrà sottostare a restrizioni: anche i bar dovranno chiudere a mezzanotte.

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domenica, 16 Agosto 2020 - 19:48
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