Campania, impennata di casi a Ferragosto. Allarme del vescovo di Acerra: «Troppi suicidi durante questa pandemia»

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Foto Kontrolab

Era da settimane che in Campania non si andava oltre un certo numero di positivi da Coronavirus. Numeri che si registrano in queste ore, complici piccoli cluster locali e rientri dal’estero, con il conseguente carico di preoccupazione per i cittadini. Nella giornata di ieri si sono registrati 46 positivi, 5 dei quali provenienti dall’estero o che hanno avuto contatti con persone rientrate dall’estero e 8 risultati dallo screening presso gli alberghi di Sant0Antonio Abate in cui si è registrato un focolaio.

Nella giornata sono stati effettuati 3.389 tamponi. Il totale dei positivi è di 5.278 su un complessivo di 361.893 tamponi. Non si sono registrati decessi, fermi a 440, mentre sono due i guariti, per un totale complessivo di 4305.

Il Coronavirus, dunque, continua, attraverso questi numeri che riportano ai mesi del lockdown, a incutere timore nella cittadinanza; ma c’è chi, oltre l’aspetto sanitario, accende i riflettori sulla fase 3 che si sta vivendo, fatta di voglia di tornare alla normalità e paure. E’ monsignor Antonio Di Donna,vescovo di Acerra, che  lancia l’allarme su un fenomeno che mi preoccupa, e speriamo finisca qui. Nel giro di due, tre settimane ultime scorse, ci sono stati tre suicidi, tre persone che si sono tolte la vita. Due qui ad Acerra, e uno a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta. Non sappiamo certo le motivazioni, ma – ha affermato nell’omelia dell’Assunta – non è difficile capire che dietro questi gesti disperati ci siano i motivi di povertà, di disoccupazione, di mancanza di lavoro, soprattutto in questo tempo di pandemia che sta procurando nuove povertà e la gente non ce la fa ad andare avanti».

«Mentre sono vicino a queste famiglie – annuncia il vescovo – prenderò contatto con loro, la diocesi cercherà di essere loro vicina, come anche voglio dire, quando ci sono situazioni gravi, segnalatele. Certo, non abbiamo la bacchetta magica per risolvere i problemi, però almeno la vicinanza o un piccolo aiuto, forse una goccia, ma è importante per sollevare chi piange e chi non ce la fa ad arrivare, non dico a fine mese, ma nemmeno alla metà».

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lunedì, 17 Agosto 2020 - 08:14
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