Camorra, la strage di Sant’Alessandro che segnò la storia della mala. Il Cnddu: «Ricordare Fabbrizzi, vittima innocente»

Strage Sant'Alessandro
Il luogo della strage di Sant'Alessandro a Torre Annunziata

Intitolare il locale di una scuola a Francesco Fabbrizzi, vittima innocente della camorra, per non dimenticare la ferocia che la criminalità organizzata espresse il 26 agosto del 1984 firmando la ‘strage di Sant’Alessandro’, anche ricordata come la strage del circolo dei pescatori. E’ la richiesta del Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani avanzata esattamente 36 anni dopo quell’attentato nel quale persero la vita 7 malavitosi e l’innocente Francesco Fabbrizzi, che ebbe la sfortuna di trovarsi nei nei pressi del “circolo dei Pescatori” quando il commando aprì il fuoco.

A firmare la sanguinosa spedizione di morte furono i Bardellino e i clan confederati nella Nuova famiglia di Carmine Alfieri, che nell’area vesuviana avevano intessuto una ragnatela di potere messa però in discussione, a Torre Annunziata, dal clan Gionta che, divenuto fortissimo a seguito dell’alleanza con i Nuvoletta, ne avevano invaso il campo degli affari.

Lo squadrone della morte, composto da 14 persone, arrivò a bordo di un bus turistico rubato il precedente 18 agosto a San Marcellino presso Scalea. Quando il mezzo si fermò dinanzi al circolo dei pescatori, dove erano soliti riunirsi esponenti del clan Gionta, fu un bagno di sangue. Otto i morti e sette feriti. Il bersaglio principale, Valentino Gionta, riuscì però a fuggire. Quella strage sarà ricordata come la più sanguinosa in Campania.

Un evento impossibile dimenticare. E sul quale il Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani chiede di non fare mai cadere il silenzio, mantenendo soprattutto vivo il ricordo di Francesco Fabbrizzi, padre di famiglia e persona onesta: la proposta del Cnddu è quella di «intitolare all’uomo il locale di uno degli istituti scolastici ubicati nella zona della strage» ma anche di «approfondire le tematiche in questione a livello nazionale». La drammatica sorte toccata a Francesco è inserita nella “Maratona della legalità. Uniti contro le Mafie”.

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mercoledì, 26 Agosto 2020 - 14:58
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