Sicilia-Calabria, le nuove idee di collegamento: il ministro De Micheli (Pd) pensa alla pista ciclabile. E’ ironia social

La stele della Madonna della Lettera eretta all'ingresso del porto di Messina

Non c’è periodo di campagna elettorale in cui il tema del collegamento Calabria-Sicilia non venga tirato fuori dai cassetti. Con idee diverse a seconda dello schieramento politico che lo ripropone. Se il centrodestra di Sivilio Berlusconi sognava il Ponte sullo Stretto, con un’opera imponente che magari ricalcasse il Ponte di Brooklyn (che attraversa l’East River collegando Manhattan e Brooklyn), l’alleanza giallorossa oggi al Governo accarezza idee mirabolanti.

Il primo a riproporre la questione che sembrava archiviata è stato, agli inizi di agosto, il premier Giuseppe Conte: nel presentare il ‘dl Rilancio’ e nell’illustrare la necessità che l’Italia riparta da grandi opere infrastrutturali, il presidente del Consiglio dei ministri ha rappresentato la volontà, «non ora ma quando ci saranno le condizioni», di svecchiare l’attuale sistema di collegamento – via mare – tra Calabria e Sicilia attraverso «un miracolo di ingegneria, una struttura leggera e ecosostenibile e nel caso anche sottomarina».

Già, ai grillini non dispiace l’idea di creare un tunnel sullo stile della galleria della Manica che corre per circa 39 chilometri sotto il mare (è complessivamente lungo 50,45 chilometri), ma eventualmente occorrerà fare bene i conti, ché un’opera del genere ha costi esponenziali. Basti pensare che i costi per il tunnel della Manica lievitarono rispetto a quanto preventivato, arrivando a un totale di oltre 10 miliardi di sterline (rispetto ai 3 miliardi stimati all’inizio). Tuttavia trattandosi per ora di idee che magari torneranno nei cassetti a campagna elettorale terminati, si può sognare senza dovere fare i conti con la disponibilità economica.

E, allora, al premier Conte si unisce anche il ministro delle Infrastratture Paola De Micheli (Pd) che su Twitter ha detto la sua scatenando l’ironia social. Il ministro non solo annuncia l’istituzione di una «commissione per capire qual è lo strumento migliore per collegare la Sicilia alla Calabria», quasi a volere confermare che l’idea di un nuovo collegamento è concreto e non solo fumo, ma si sofferma anche su un ventaglio di soluzioni ingegneristiche da contemplare. E così nel tweet il ministro spiega che si sta valutando di collegare Calabria e Sicilia «su ferro, su strada e con una pista ciclabile».

Ora, il collegamento su ferro esiste già (c’è il treno delle Ferrovie che da Villa San Giovanni porta a Messina e poi prosegue) ma esso non può prescindere dal collegamento via mare (il treno si imbarca sui traghetti sempre del gruppo Ferrovie dello Stato), dal momento che nessun treno è in grado di camminare sulle acque. Quindi, a meno che non si intenda creare il Ponte sul quale realizzare anche binari, una soluzione per il solo collegamento su ferro non è praticabile. Questione della pista ciclabile: la distanza chilometrica, in linea d’aria, tra Messina e Villa San Giovanni è di 7,63 chilometri. Forse un po’ troppi per una pista ciclabile che quotidianamente dovrebbe essere usata soprattutto da lavoratori pendolari. Anche in questo caso, ovviamente, è necessario avere il supporto di un Ponte, non avendo le biciclette il potere di volare. Concretezza delle idee a parte, il tweet del ministro De Micheli ha avuto però il pregio di scatenare la fantasia degli utenti e ovviamente l’ironia.

Così c’è chi caldeggia la pista ciclabile così da «utilizzare i banchi a rotelle» come mezzo di locomozione; chi addirittura propone di «installare due scivoli gonfiabili sospesi per aria, uno che scende da Villa San Giovanni a Messina e l’altro in direzione opposta. Così, in caso di terremoto, per chi si trova sul ponte-scivolo il rischio è zero»; e chi, infine, suggerisce «il ponte tibetano» che «è economico, eco-sostenbiile, e turisticamente bello da vedere».

Si unisce al coro persino Matteo Orfini, che è dello stesso partito della De Micheli: lui propone di «provare col teletrasporto». Insomma, le idee alternative (ovviamente si fa per ridere) non mancano alla eventuale commissione. Ma sarebbe opportuno cominciare dai problemi attuali di collegamento che esistono sull’isola che andrebbero risolti prima di un eventuale Ponte sullo Stretto.

giovedì, 3 Settembre 2020 - 13:21
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