Scuola, la Campania si smarca: in istituto la misurazione della temperatura. De Luca critica il Governo sui test ai docenti

Scuola

La decisione definitiva sarà presa la prossima settimana. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca prende ancora tempo sul tema caldo della riapertura delle scuole ma già mette le mani avanti: «La situazione ad oggi ci consente di dire che non si può riaprire il 14». Le criticità sono ancora numerose, osserva De Luca, e per consentire un ritorno in aula in sicurezza è necessario che i problemi vengano azzerati. Tanto per cominciare, sottolinea De Luca, vi è il nodo dei nuovi arredi scolastici: mancano 10 giorni all’avvio dell’anno scolastico e i famosi banchi con le rotelle ‘ideati’ per questa emergenza Coronavirus non sono ancora arrivati a tutti gli istituti.

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C’è poi ancora il tema delle ‘aule pollaio’: la tanto agognata ricerca di nuovi locali dove magari smistare le classi per alleggerirne il peso non si è per ora concretizzata in un nulla di fatto e, come se non bastasse, anche sul fronte dell’innesto di nuovo personale scolastico c’è stato il flop dell’annuncio del ministero dell’Istruzione. «Mai come in questa situazione sarebbe stato ragionevole e giusto stabilizzare il personale precario», ha sottolineato De Luca.

Alla Regione Campania non resta, dunque, che fare i conti con ciò che si ha. Ed è davvero poco. Anzi, a sentire De Luca, il materiale destinato alla Campania (banchi singoli, igienizzanti) sarebbe stato nullo «se qualche settimana fa avessimo deciso di ritardare l’anno scolastico». Come dire: la Regione ha preferito non prendere ancora una decisione per evitare che il Governo potesse fare precipitare la Regione in coda alla lista dei territori da coprire. Una valutazione che, ancora una volta, denota una sorta di sfiducia di De Luca nei confronti del Governo. O peggio ancora: De Luca sembra alludere ad un costante atteggiamento del Governo penalizzante nei confronti della Campania. Basti pensare che durante la diretta De Luca si è soffermato su un altro episodio ‘discriminatorio’: la Regione Lazio ha beneficiato di migliaia di test rapidi per ‘monitorare’ tutti quelli in arrivo dalla Sardegna, mentre la Campania no. Sono stati i dirigenti regionali ad accorgersene e a pretendere così eguale trattamento dal momento che la Campania e il Lazio sono state le due regioni interessate dal maggior numero di casi positivi da rientro dalla Sardegna.

Ma le note polemiche nei confronti del Governo non finiscono qui. De Luca ha stigmatizzato sia la decisione dell’Esecutivo di scaricare sui genitori la responsabilità di misurare la febbre dei figli prima di portarli a scuola («E’ una cosa fuori dal mondo») sia la decisione di rendere volontari i test sierologici per il personale scolastico. «Le famiglie devono mandare i bambini a scuola in una condizioni di sicurezza», osserva De Luca. Ecco perché, per l’ennesima volta da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, la Campania si smarca (in parte) dal Governo e farà di testa sua. La temperatura agli alunni sarà misurata a scuola con termoscanner di cui verrà dotato ogni plesso scolastico grazie ad un bonus speciale messo a disposizione dalla Regione Campania: si tratta di un bonus di 3mila euro che consentirà l’acquisto di termoscanner con la telecamera, uno strumento che, precisa De Luca, «consentirà la misurazione della febbre in maniera più rapida e non farà creare file all’ingresso». Per richiederlo, i dirigenti scolastici dovranno collegarsi alla piattaforma regionale Mepa e segnalare il numero di alunni e plessi per ottenere il bonus.

Quanto al test sanitario al personale scolastico, per ora la Campania si allinea pur non condividendo la disposizione nazionale. «Il governo ha fatto un accordo con i medici di medicina generale per fare test sieroglici ma non sempre questo accordo viene rispettato. In Campania sono stati eseguiti 38mila sierologici: di questi in 600 si sono rivelati positivi. Le Asl hanno dunque fatto il tampone molecolare che dà la certezza e su questi 432 sono risultati negativi. Per altri 168 siamo in attesa dell’esito tamponi», ha osservato De Luca mettendo così a nudo una ‘falla’ del sistema. Ecco perché, ha concluso il presidente della Regione, «probabilmente avremo bisogno di qualche tempo in più per dare serenità e fare, una volta tanto, una cosa seria».

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venerdì, 4 Settembre 2020 - 17:32
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