Accoltellato a morte per una lite su strada, convivente risarcita dallo Stato perché gli assassini sono nullatenenti

Tribunale aula

Dovrà essere lo Stato a risarcire la fidanzata di un uomo ucciso nel 2008 da due uomini che non hanno mai pagato alla donna nemmeno la provvisionale perché nullatenenti. Lo ha deciso il Tribunale civile di Roma con la sentenza attraverso la quale condanna la Presidenza del Consiglio dei Ministri a risarcire con 50mila euro Katia Di Benedetto, convivente di Andrea Tartari, gommista bolognese ucciso a 35 anni a seguito di una banale lite per la viabilità. Era il 20 luglio del 20 del 2008, Tartari e la fidanzata erano in auto sul litorale di Porto Corsini, nel Ravennate quando incrociarono due fratelli camionisti di Modragone. La lite, secondo quanto fu in seguito ricostruito, iniziò a causa di una vettura in sosta. I due fratelli Salvatore Vertone e Giovanni Vertore accoltellarono la vittima a morte e ferirono anche la fidanzata, tra le cui braccia Tartari morì poco dopo. La Cassazione ha confermato le condanne a 30 anni di carcere per Salvatore Vertone, che aveva sferrato i cinque fendenti mortali; e 21 anni e 8 mesi per il fratello minore, Giovanni Vertone, che da dietro aveva tenuto fermo la vittima durante i colpi. Esaurito il procedimento penale, è iniziato quello in sede civile per il risarcimento.

La donna, secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, nel 2015 attraverso l’avvocato bolognese Antonio Gambetti, aveva citato lo Stato sulla base di una direttiva comunitaria del 2004, non recepita in tempo, che impone agli Stati membri di organizzare un adeguato fondo per le vittime di reati violenti nel caso in cui i responsabili non possano pagare. Come in questo caso, appunto, dove i due autori del delitto – condannati al risarcimento integrale del danno – non hanno mai pagato nemmeno la provvisionale.  Non era andato a buon fine, per insufficiente capienza, il tentativo di inserirsi nella procedura esecutiva dell’abitazione dei due che si trova proprio di fronte alla scena del crimine: una volta in carcere, i due avevano smesso di pagare il mutuo.

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martedì, 8 Settembre 2020 - 11:33
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