Governo e Regioni alla disfida delle ordinanze anti-Coronavirus: il Tar deciderà sui provvedimenti di Piemonte e Sardegna

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Christian Solinas

I ministri Azzolina e Speranza hanno impugnato l’ordinanza emanata dalla Regione Piemonte che prevede l’autocertificazione della misurazione della febbre degli studenti da parte delle famiglie e il congtrollo da parte della scuola nel caso manchi l’attestazione. Il Governo in particolare chiede al Tribunale amministrazivo regionale la sospensione del provvedimento in via urgente. Un vero e proprio braccio di ferro, quello tra Roma e Regione Piemonte, e non il solo. Perché l’esecutivo guidato da Conte ha intenzione di impugnare dinanzi al tar anche l’ordinanza della Regione sardegna che impone test obbligatori a chi voglia entrare in sardegna senza essere in possesso di certificato di negatività al Coronavirus.

La misurazione delle febbre

Il ministro Lucia Azzolina nei giorni scorsi aveva definito «intempestivo e inopportuno» il provvedimento della regione Piemonte. «Lo difenderemo con forza – ha risposto invece il governatore Alberto Cirio, dando mandato al professor Barosio di esporre davanti ai giudici amministrativi le ragioni di misure che hanno «il solo fine di tutelare la salute di alunni, personale scolastico e delle loro famiglie».

«Non si capisce perché in Italia si debba creare confusione. Il ministero ha detto che le temperature vanno prese a casa perché non è giusto che studenti contagiati utilizzino i mezzi di trasporto per arrivare a scuola. Non si può a quattro giorni dall’apertura cambiare le regole del gioco. È una questione di rispetto per le famiglie e per i dirigenti scolastici» aveva detto Azzolina, che ha firmato l’impugnativa col ministro della Salute Roberto Speranza. Per Cirio invece l’ordinanza «non modifica quanto previsto dallo Stato, ma solo un meccanismo di controllo di quanto disposto dallo Stato. L’ordinanza integra le regole previste dal Governo».

Il certificato Covid
Diversa la questione ‘sarda’. La Regione governata da Christian Solinas è stata al centro di un’estate complicatissima, visti i numerosi casi di contagi registrati soprattutto nelle zone turistiche. A stagione quasi conclusa, il governatore ha deciso di firmare l’ordinanza che obbliga a munirsi di certificato di negatività per entrare sull’isola. L’Avvocatura di Stato ha già impugnato il provvedimento appellandosi al mancato rispetto dell’articolo 16 sulla libera circolazione delle persone. Ora il presidente del Tribunale amministrativo deciderà se discuterla nella prossima camera di consiglio o se procedere subito, dunque entro poche ore. L’impugnazione era attesa già ieri, nel primo giorno di efficacia dell’ordinanza che ha provocato il caos negli scali sardi con passeggeri disorientati e società di gestione alle prese con una norma definita «un enigma». 

Il muro contro muro Regioni- Governo, che ha già caratterizzato il periodo del lockdown, prosegue dunque anche nella fase 3 sebbene il rappresentante delle Regioni Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) tenda a minimizzare: «Può succedere che tra una singola Regione e il Governo non vi sia coincidenza di vedute su alcune questioni, quando c’è qualche scontro è più un’eccezione che conferma la regola». In questi mesi, sottolinea Bonacicni, «ci siamo dovuti inventare il Governo i decreti, noi centinaia di ordinanze su tutte le materie dello scibile umano». E però, prosegue, «oltre il 95% delle centinaia di ordinanze che le regioni e province autonome hanno emanato in questi mesi è stato giudicato dal Governo conforme, in piena linea coi decreti».

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mercoledì, 16 Settembre 2020 - 10:40
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