Bufera procure, l’Anm non perdona Palamara: «Espulsione confermata». Lui insiste: «Confronto con politica è prassi»

Luca Palamara
Il pm romano Luca Palamara al centro dello scandalo sulle toghe

Lui, ancora una volta, ha provato in qualche modo a difendersi. «Non ho mai venduto la mia funzione né a Lotti, né a Centofanti, né a nessun altro. Sono stato travolto e nella fiumana mi sono perso, ma non mi sento di essere stato moralmente indegno», ha affermato. Per poi aggiungere, sulla modalità di scelta delle nomine degli incarichi direttivi, che «il confronto con la politica sulle nomine è sempre esistito» e che, dunque, l’incontro per il quale lui è finito sulla graticola non è qualcosa di eccezionale.

Luca Palamara, il pm romano che è al centro dello scandalo che ha travolto il mondo della magistratura e che è imputato a Perugia con l’accusa di corruzione perché sospettato di avere fatto piaceri all’imprenditore Centofanti in cambio di utilità, riesce a parlare davanti all’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati. Ma il suo discorso, quello nel quale ribadisce in buona sostanza di non diventare un ‘capro espiatorio’, cade nel vuoto. Una decina di minuti prima delle quattro del pomeriggio, l’Anm conferma l’esplosione di Palamara dal sindacato delle toghe. Conferma cioè che Palamara ha commesso gravi violazioni del codice etico. L’assemblea generale degli iscritti al sindacato delle toghe, riunita a ranghi ridottissimi ( un centinaio i presenti a fronte di 7mila soci) ha dunque bocciato il ricorso che Palamara aveva presentato contro il provvedimento del 20 giugno scorso del Comitato direttivo centrale dell’Anm.

Su 130 accreditati, hanno votato in 113: 111 i voti favorevoli alla conferma dell’espulsione di Palamara e solo uno contrario, mentre una scheda è risultata bianca. Alla notizia della decisione Palamara ha così commentato: «Da magistrato e da cittadino che crede profondamente nel valore della giustizia equa ed imparziale ribadisco che le decisioni devono essere rispettate. Con altrettanta forza ribadisco di non aver mai barattato la mia funzione. Auguro buon lavoro all’Anm nell’auspicio che torni ad essere la casa di tutti i magistrati». 

La decisione dell’Anm era scontata. Dall’inizio dell’esplosione dello scandalo sul tentativo di ingerenza nelle nomine dei capi di alcuni uffici di procura, Palamara è stato fortemente isolato. Soprattutto per la ferma volontà di Area e Autonomia e Indipendenza, che si sono ritrovate ad essere forze di maggioranza nel devastato Consiglio superiore della magistratura. Area, a seguito dello scandalo, ha assunto anche la reggenza dell’Anm. Difficile, dunque, aspettarsi un orientamento diverso. Del resto le parole pronunciate oggi da Luca Poniz presidente dell’Anm erano state molto chiare: «L’Anm a cui pensa Luca Palamara non esiste più e questo è un buon risultato», ha detto Poniz chiudendo gli interventi all’assemblea generale dei magistrati. Il riferimento è a un’intercettazione in cui Palamara diceva che l’Anm, di cui lui è stato anni fa presidente, non conta più nulla. «Se intendeva dire che dopo di lui l’Anm svolge un altro ruolo, non di autocollocazione, sono contento», ha aggiunto Poniz, rivendicando all’attuale gruppo dirigente il fatto di essere intervenuto su questa vicenda «senza reticenze e paura».

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sabato, 19 Settembre 2020 - 16:10
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