Maltempo, flagello su Liguria e Piemonte: sei cadaveri non identificati. Toti chiede lo stato di calamità naturale

Danni del maltempo in Liguria /Facebook Matteo Salvini

Il corpo di una donna è stato avvistato questa mattina in mare al largo di Borgo Pino, in provincia di Imperia. Sale dunque a sei il bilancio delle vittime del maltempo in Liguria, Regione flagellata dalla pioggia nelle ultime 24 ore. L’ondata di maltempo ha in particolare interessato la Val Rova, devastata dalle conseguenze del nubifragio e che conta, al momento, sei persone decedute. Gli altri cadaveri, tutti uomini, sono stati rinvenuti a Sanremo; nel fiume Roya a Ventimiglia e a Santo Stefano Al Mare (Imperia). In Liguria non risultano dispersi.

Al momento i cadaveri non risultano identificati: non si esclude possa trattarsi di persone scomparse in Francia durante l’ondata di maltempo degli ultimi giorni. Sul territorio del ponente ligure non sono state rilevate segnalazioni di persone scomparse o di dispersi e da quanto si apprende non si tratterebbe di migranti. Sul caso indagano i carabinieri di Imperia insieme alla capitaneria di porto.

Il governatore Giovanni Toti ha lanciato un appello al Governo affinché venga dichiarato lo stato di calamità naturale: «Mi auguro – ha dichiarato –  ho sentito diversi Ministri in queste ore, che già nel Consiglio dei ministri di questa sera alle 21 venga ovviamente approvato».

Sono invece 108 i Comuni piemontesi colpiti dall’ondata di maltempo delle scorse ore. I volontari attivi sui cantieri aperti per il ripristino dei danni sono 1360. Finora, la Protezione civile regionale ha inviato ai Comuni che ne hanno fatto richiesta 420 sacchi di sabbia, una torre faro a Pray Biellese, 6 minipale, 19 moto pompe per acqua e fango, diversi autoveicoli per la sorveglianza dei corsi d’acqua e dei punti critici. Forniti inoltre 180 metri di barriere antinondazione a Casale Monferrato e un gruppo elettrogeno a Limone Piemonte.

Ancora numerose le utenze senza corrente elettriche. Enel ne ha comunicate 2700 nel Verbano-Cusio-Ossola, 2360 in provincia di Vercelli, 1500 in provincia di Cuneo, 1000 in provincia di Biella, 240 in provincia di Novara, 180 in provincia di Torino, 13 nell’Alessandrino.

A Limone Piemonte, nel cuneese, tra i comuni più colpiti dall’ondata di maltempo, sono stati organizzati i sopralluoghi presso gli alpeggi ancora occupati dal bestiame per la monticazione estiva. Dapprima con l’elicottero dei Vigili del Fuoco con a bordo anche personale del soccorso alpino, sono state raggiunte le malghe in quota sul lato francese dove operano malgari italiani. L’obiettivo era verificare il buono stato di salute dei pastori in attesa di poter organizzare la discesa a valle a piedi. In seguito, la stessa operazione si è svolta sul lato italiano tramite l’elicottero della Guardia di Finanza. Infine, una squadra a terra del Soccorso alpino è partita da poco a piedi verso il piccolo centro di preghiera dell’Alpe Papa Giovanni per evacuare 7 persone che si trovano nella casa di spiritualità. Infine, una squadra a terra sta operando anche nel comune di Frabosa Soprana, sempre nel cuneese, a monte di una strada crollata per verificare nuovamente le prese dell’acquedotto e le condizioni dei malgari che si trovano ancora in quota. Nel punto franato si sta attrezzando una corda fissa da utilizzare come sicurezza nel caso di attraversamento a piedi.

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lunedì, 5 Ottobre 2020 - 10:55
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