Scuole chiuse in Campania, la rivolta delle mamme contro De Luca. Protestano gli autisti di scuolabus. Lui: «Comprensione»

La protesta di mamme e bambini davanti alla Regione (foto Kontrolab)

Usa poco la bacchetta nei confronti dei campani e non attacca a viso aperto rivali e giornali, pur lasciando intendere di disprezzare alcuni attacchi politici e la narrazione (quando non è di suo gradimento) della stampa sulle ultime settimane di emergenza in Campania. Nella diretta Facebook di venerdì 16 ottobre, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca cambia registro e si appella alla «comprensione» dei campani. Una scelta non casuale.

La chiusura improvvisa delle scuole (con rimando alla didattica a distanza tanto odiata dai genitori) ha scatenato l’ira delle famiglie, che stamattina hanno fatto sentire la propria voci in diversi comuni del territorio regionale. La protesta più vibrante c’è stata a Napoli, in via Santa Lucia, dinanzi alla sede della Regione Campania dove le mamme si sono radunate dopo un tam tam nelle famose ‘chat’ che presto si è riservato sui social. Al loro seguito anche i figli, alcuni dei quali piccolissimi. Tutti insieme a gridare il proprio ‘no’ alla chiusura delle strutture scolastiche. «La scuola non si chiude», recitava uno dei cartelli esposti. E ancora: «La scuola non è il virus», «La Dad non è la soluzione».

Parole accompagnate dalle rabbia delle madri che rivendicano il diritto all’istruzione e alla socialità dei propri piccoli. «Per me è un provvedimento doppiamente penalizzante – spiega Andrea, insegnante di musica, che oggi era in compagnia del figlio al presidio – De Luca, nei 5 anni trascorsi, avrebbe dovuto occuparsi di scuola, sanità e trasporto pubblico. Non ha fatto niente in nessuno dei tre casi. Il responsabile di questo stato di emergenza è lui, non i bambini, non le scuole, non gli alunni”. Come Andrea, anche Flavia oggi ha protestato in veste di mamma e di insegnate “precaria”: «Le scuole sono il posto più sicuro dove tenere i nostri figli in questo momento. Sono estremamente controllate, insegnanti, dirigenti scolastici, personale Ata hanno lavorato senza sosta per consentire la riapertura in totale sicurezza e questo è il risultato? Stiamo pagando l’inefficienza della Regione». Ilenia M., insegnante della scuola dell’Infanzia, è arrivata a Napoli da Maddaloni, in provincia di Caserta. «E’ un provvedimento ingiusto e inaspettato – ha commentato – abbiamo lavorato tanto per mettere la scuola in sicurezza. Bambini, famiglie, noi insegnanti non meritiamo la chiusura, ci sentiamo valutati meno di niente».

Anche i bambini hanno manifestato la loro delusioni attraverso dei cartoni Bristol. I più piccoli si sono ritrovati a giocare davanti ai ‘blocchi di sbarramento’ posti a proteggere l’ingresso di Palazzo Santa Luca dall’eventuale calca: alcuni di loro, che neanche arrivavano a guardare oltre i ‘muretti’, hanno disegnato i blocchi con i gessetti colorati mentre dall’altro lato una manciata di poliziotti monitorava la pacifica protesta.

Un’immagine fortissima, divenuta il simbolo della distanza che oggi separa buona parte delle famiglie campane dalle scelte del governatore Vincenzo De Luca. Un’immagine che fa il paio con quella arrivata da Salerno e rimbalzata sui social: un bimbo solo, in grembiule, è seduto a un banchetto davanti ai cancelli, chiusi, della scuola elementare ‘Matteo Mari’.

Ma a protestare non sono state solo le mamme. Sempre a Napoli sono scesi in strada anche gli autisti degli scuolabus. Partiti a bordo dei loro mezzi gialli da Fuoigrotta, gli autisti – circa una quarantina – hanno percorso le strade adiacenti Palazzo Santa Lucia incassando gli applausi delle mamme in presidio e poi si sono fermati sul lungomare in via Partenope nella zona dei grandi alberghi. 

La rabbia è evidente ed è per questa ragione sceglie di usare toni più concilianti. «Viviamo giornate pesanti e difficili. Non si riesce a dormire la notte per le decisioni che sappiamo di determinare disagi e problemi a famiglie – dice in diretta Facebook – Tutto quello che decidiamo serve a garantire la vita. Non facciamo una virgola in più del necessario e non faremo nulla di meno. Quando saremo davanti all’alternativa, io non ho dubbi: decideremo fino in fondo ciò che è necessario. Vi chiedo comprensione e collaborazione». Le mamme però non sembrano intenzione a mollare e si sono date appuntamento anche domani. 

venerdì, 16 Ottobre 2020 - 18:52
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