Scuole chiuse in Campania, De Luca batte le mamme. Il Tar sull’ordinanza: «Esigenza di tutelare il diritto primario alla salute»

La protesta di mamme e bambini davanti alla Regione (foto Kontrolab)

Vincenzo De Luca la spunta (per ora) in Tribunale sul gruppo di genitori che avevano impugnato d’urgenza l’ordinanza di chiusura di tutte le scuole (di ogni ordine e grado), con conseguente applicazione – laddove possibile – della didattica a distanza. E al contempo vede certificare da un magistrato quel concreto pericolo di diffusione di contagio che nelle ultime settimane lo ha spinto ad adottare nuove misure anti-Covid che gli hanno scatenato contro prima il mondo del wedding, poi quello dei ristoratori e infine quello delle mamme che venerdì e sabato hanno protestato anche davanti a Palazzo Santa Lucia. 

Il giudice Maria Abbruzzese della quinta sezione del Tar Campania ha respinto la richiesta – presentata dagli avvocati Felice Laudadio e Alberto Saggiomo – di sospendere l’ordinanza in via cautelare l’ordinanza e di ristabilire il ritorno in classe degli studenti. La decisione è arrivata dopo le due di oggi pomeriggio e dopo che la Regione era stata obbligata a depositare una serie di atti sull’andamento dei contagi e sulle deficienze dei nuovi arredi scolastici necessari a garantire il distanziamento degli alunni. Ebbene, nelle motivazioni del provvedimento, il Tar sottolinea la prevalenza dell’interesse pubblico che «espressamente affonda nell’esigenza di tutelare il diritto primario alla salute», scartando le doglianza dei ricorrenti che lamentavano la compromissione del diritto all’istruzione per i propri figli ed anche un danno riflesso sulla propria attività lavorativa non sapendo a chi affidare i figli rimasti a casa.

«La lamentata compromissione degli altri diritti involti non sembra affatto assoluta, in ragione della assicurata continuità delle attività scolastiche mediante la pur sempre consentita didattica digitale a distanza, nonché della non dimostrata impossibilità di contemperare le attività lavorative degli esercenti la potestà genitoriale con l’assistenza familiare nei confronti dei figli minori», scrive il giudice. 

Nel provvedimento, inoltre, si dà conto che la decisione del governatore Vincenzo De Luca poggia su atti compiuti. «La Regione ha ‘esaurientemente documentato l’istruttoria sulla base della quale ha inteso emanare la gravosa misura sospensiva; dando conto, in particolare, quanto alla idoneità della misura adottata, della correlazione tra aumento dei casi di positività al Covid-19 e frequenza scolastica (verificata non solo limitatamente alla sede intrascolastica, ma anche con riguardo ai contatti sociali necessariamente ‘indotti’ dalla didattica in presenza), nonché della diffusività esponenziale del contagio medesimo e, quanto alla proporzionalità della stessa, della progressiva saturazione delle strutture di ricovero e cura, su base regionale, per effetto della diffusione del contagio, ben rilevante anche in ottica di prevenzione dell’emergente rischio sanitario». Sul merito del ricorso, invece, il Tar Campania ha rimandato la discussione – in sede collegiale – al 17 novembre.

Il ricorso verte sull’ordinanza n. 79 che è stata successivamente modificata: a seguito della due giorni di protesta delle mamme, Vincenzo De Luca ha dato il via libera al rientro in classe dei bimbi che frequentano i nidi e la scuola dell’infanzia. Resta adesso da capire se De Luca si uniformerà al Dpcm annunciato domenica sera da Conte in una conferenza stampa (ma non ancora presentato) o se invece, come già accaduto in passato per altre misure anti-Covid, resterà fermo sulla sua posizione.

lunedì, 19 Ottobre 2020 - 15:54
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