Imperia, giocano d’azzardo cifre milionarie ma prendono il reddito di cittadinanza. A Catania denunciati mafiosi col sussidio


Il reddito di cittadinanza come ‘bancomat’. Soldi facili e sicuri da utilizzare per compensare il denaro speso giocando d’azzardo sulle piattaforme online o da spendere per acquistare moto e auto di grossa cilindrata. Le nuove storie di ‘furbetti’ della misura di sostegno fortemente voluta dai grillini arrivano dalla Liguria e dalla Sicilia. 

La procura di Imperia ha messo sotto inchiesta 20 persone, tutte incensurate o comunque con precedenti talmente lievi da non incidere sul diritto al beneficio, che detenevano una ‘fortuna’ non dichiarata, spesa nel gioco d’azzardo, e percepivano il sostegno. La Finanza ha scoperto che gli indagati avevano caricato i conti del gioco con somme da 30mila a 100mila euro, versate in tre anni, con le quali avevano generato giocate per centinaia di migliaia di euro. Gli investigatori escludono, al momento, l’ipotesi di legami con la criminalità, ritenendo piuttosto possibile che il denaro utilizzato per scommettere provenisse da attività in nero, magari anche esercitate oltreconfine.

Tra gli indagati figurano, ad esempio, un uomo di 59 anni di Ventimiglia il quale, pur avendo dichiarato di avere una giacenza media sul proprio conto corrente nel 2018, di 242 euro, tra il 2017 ed il 2020 ha giocato somme per oltre 1,6 milioni di euro, percependo, per tutto il 2019, circa 600 euro mensili come sostegno alla povertà. Una donna, di 44 anni, di Diano Marina, invece, pur avendo dichiarato nel 2018 una giacenza media sul proprio conto corrente di 117 euro, tra il 2017 ed il 2020 ha giocato somme per oltre 960mila di euro, percependo da maggio 2019 a settembre 2020, circa 23mila euro di reddito di cittadinanza. E ancora una donna, di 61 anni, di Ventimiglia che, oltre ad essere anch’essa assidua giocatrice online, con vincite realizzate per oltre 170mila euro tra il 2017 ed il 2020, ha simulato, in concorso con il marito, una variazione dello stato di famiglia in modo da poter dichiarare di vivere da sola, per poter percepite il reddito di cittadinanza, evitando così certificare la pensione del marito. 

Le persone denunciate in Sicilia, invece, sono 18. L’operazione, sempre firmata dalla Finanza, ha avuto luogo a Catania dove è stata fermata una truffa allo Stato da oltre 240 mila euro. Alcuni degli indagati sono personaggi condannati per mafia e tra questi affiliati delle più note cosche mafiose locali, come il clan Cappello. Due i casi emblematici: uno malgrado avesse sostenuto di versare in una condizione di bisogno, aveva provveduto ad acquistare una moto di grossa cilindrata; un altro invece e’ un giocatore d’azzardo che aveva conseguito imponenti vincite al gioco. I diciotto sono stati denunciati a piede libero e sono stati segnalati all’Inps per la sospensione immediata e il recupero delle somme.

Leggi anche:
– Ricercato tradito da Facebook, posta foto e video e i carabinieri lo scoprono: arrestato 40enne di San’Antimo
– Coronavirus, nuova ‘zona rossa’ in Campania: dopo Arzano chiude Avella. Nel Comune irpino 57 contagi su 8mila abitanti
– Stretta sui telefoni in cella e sugli aiuti ai boss, in vigore il nuovo reato e le nuove pene: ‘decreto legge’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale
– Accusato di corruzione e finito ai domiciliari, archiviata l’inchiesta sul capo dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli
– Taglio vitalizi, la Corte Ue respinge il ricorso di ex eurodeputati. Fico e Di Maio: «Sentenza storica». Ma Giro (Fi) li stronca
– Whirlpool Napoli, il colosso non cambia idea: il 31 ottobre si chiude. Provenzano: «Inaccettabile». Ira dei sindacati

venerdì, 23 Ottobre 2020 - 10:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA