La Lombardia schiacciata dal Covid (+4.916 casi), ma Fontana non vuole il lockdown nazionale e difende la Dad

Attilio Fontana

No al lockdown nazionale ma sì alla didattica a distanza, al coprifuoco e, se occorre, ad altri forti misure sul piano locale e regionale. A differenza del governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha annunciato l’intenzione di proporre a Conte la ‘serrata’ di tutta Italia, Attilio Fontana prende le distanze da quella che fu la sua linea nel corso della prima emergenza e pensa a parare i colpi di una nuova emergenza che già non lascia più respiro.

I dati dell’ultime 24 ore sulla diffusione del virus fanno registrare 4.916 nuovi casi positivi, di cui 305 ‘debolmente positivi’ e 31 a seguito di test sierologico, e 7 morti. In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi sono stati 17.159. I tamponi effettuati sono stati 36.963 (totale complessivo: 2.647.681), con una percentuale rispetto ai positivi pari al 13,2%. I guariti/dimessi sono 477 (totale: 88.536, di cui 2.627 dimessi e 85.909 guariti). I pazienti Covid in terapia intensiva aumentano di 28 (totale 184), mentre i ricoverati crescono di 318 (totale 2.013). Ieri, a fronte di 35.715 tamponi, si sono registrati 4.125 positivi e 29 morti.

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Osservata speciale resta la provincia di Milano che oggi registra una vera e propria “esplosione” di casi positivi: + 2399 nuovi positivi, 1126 dei quali nel capoluogo. Seguono la provincia di Monza e Brianza con 752 casi e quella di Varese con 301 nuovi positivi. Sempre nell’ordine delle centinaia la maggior parte delle altre province: Brescia (+ 237), Pavia (+231), Como (+206), Lecco (+131), Bergamo (+ 122), Lodi (+108) e Cremona (+102). poche decine di casi a Mantova (+87) e Sondrio (+44).

Numeri pesanti che hanno spinto Fontana a mantenere il punto sulla didattica a distanza per le superiori, nonostante gli attacchi del Movimento Cinque Stelle: «Io sono convinto che la scuola si debba fare in presenza – ha spiegato – ma oggi abbiamo il dovere di assumere provvedimenti del genere. Con queste disposizioni confidiamo che il contagio possa rallentare e lavoreremo con il governo per porre in essere altre iniziative». Rispetto ai sindaci che si sono detti contrari, Fontana ha osservato: «Ne ho preso atto e mi assumo personalmente la responsabilità della decisione – ha osservato Fontana – Il nostro compito è tutelare la salute». Una posizione, quella del governatore, che non piace ai grillini lombardi. «Fontana ha più volte dimostrato di fare esclusivamente scelte a fini propagandistici e poco sussidiarie per i cittadini. La scuola è di competenza ministeriale, quindi devono interfacciarsi con il ministero. Dove è possibile noi chiediamo le lezioni in presenza non è la scuola il luogo principe del contagio», ha spiegato in una nota il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Lombardia, Massimo De Rosa. Il Movimento 5 Stelle chiede quindi al governatore Fontana «di rafforzare il sistema dei trasporti, che è uno dei problemi di questa emergenza» e di rispondere «riguardo ai gravi errori di gestione di questa emergenza sanitaria». 

Fontana resta fermo anche sul lockdown: «Dobbiamo fare di tutto per impedire un lockdown nazionale». Una posizione condivisa dal premier Giuseppe Conte. 

venerdì, 23 Ottobre 2020 - 18:37
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