Lutto nell’avvocatura di Napoli, il Foro resta orfano del garbo e della signorilità del penalista Lucio Majorano


Se ne è andato via a causa di una perfida malattia. Lucio Majorano lascia il Palazzo di Giustizia di Napoli orfano del suo garbo e della sua signorilità, oltre che della sua indiscutibile cultura giuridica. 

Sessantadue da compiere domani, Majorano era avvocato penalista del Foro di Napoli. Indossava la toga da 35 anni. Una vita. Tanti e importanti i processi che l’hanno visto impegnato, moltissimi dei quali con al centro imputati eccellenti, pezzi della Napoli bene (ha difeso anche l’ex presidente del Napoli Salvatore Naldi) e del mondo dell’imprenditoria che conta. Tra i procedimenti più noti mediaticamente vi è quello denominato ‘Rompiballe’ sui sette impianti per la lavorazione di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) che nel 2008 sfociò in 25 ordinanze di custodia cautelare; l’inchiesta sui fratelli Pellini di Acerra sempre in materia di rifiuti; gli imprenditori Ragosta, che hanno incassato diverse assoluzioni a fronte di numerosi filoni di inchiesta aperti a loro carico. Eppure, a dispetto della mediaticità delle inchieste che lo vedevano impegnato, l’avvocato Majorano ha mantenuto sempre un profilo di grande riservatezza, rifuggendo il protagonismo. Con lui si sono formati penalisti di tutto rispetto. 

Professionista serio e persona perbene, Lucio Majorano lascia un ricordo delicato e netto non soltanto nel mondo forense ma anche in quello della magistratura. «Mai una parola che non fosse accompagnata dal garbo e dalla gentilezza che erano il suo tratto distintivo in un mondo, come quello dei tribunali, spesso segnato da divisioni e rancori – scrive di lui il giudice Nicola Russo – Era un piacere parlargli ed averlo in udienza. Attribuiva a quel momento della giornata signorilità e costringeva alla signorilità anche quei magistrati che, in questo, spesso non sapevano essere alla sua altezza». «Perdiamo oggi un’Anima nobilissima, un gentiluomo insuperabile, una figura elegantissima, un appassionato divulgatore di arte e cultura. Perdiamo un Avvocato immenso, impareggiabile, un Avvocato nato per fare l’Avvocato, un Maestro figlio di Maestro. Perdiamo un Amico generoso cui poter chiedere ed avere aiuto sempre», è il ricordo dell’avvocato Alfredo Sorge. 

sabato, 24 Ottobre 2020 - 14:45
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