Tutti contro il lockdown mascherato: «E’ un disastro. Il Dpcm è il colpo di grazia». Fi chiede ‘aiuti veri’, critiche anche da Iv


«E’ un disastro su tutta la linea». Le parole di Cristiano Carpente, presidente della Federazione Italiana Nuoto Abbruzzo, descrivono in maniera efficace e sintetica le ricadute che l’ultimo Dpcm antic-Covid avrà non solo sui gestori delle piscine abruzzesi, ma su tutti i settori colpiti dalla chiusura totale per un mese e dalla chiusura parziale nelle ore più lavorative più ‘calde’. Lo stop forzato non andrà ad azzerare di nuovo un incasso già sfoltito dalla carenza di clientela ma vanificherà pure gli sforzi economici sostenuti nonostante tutto per adeguare le attività alle tante, tantissime prescrizioni dei Dpcm precedenti. Una beffa che ha lasciato l’amaro in bocca a tutte le categorie sulle quali oggi si è abbattuta la mannaia impugnata dal premier Giuseppe Conte.

«La salute viene prima di ogni cosa, ma non capiamo questo accanimento verso palestre e piscine. Avevamo riaperto gli impianti con grandi sacrifici e ora si ferma di nuovo tutto – dice Cristiano Carpente – Non si comprende perché si vanno a colpire in particolare le piscine. Avevamo riaperto le strutture con enormi sforzi economici. Ci era stato detto che sarebbero arrivati aiuti, ma sono arrivate quelle che definirei mance. E ora siamo punto e a capo, con tutte le attività ferme».

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La riflessione di Carpente è ovviamente estendibile a tutte le palestre italiane, che da domani dovranno chiudere i battenti. A ciò si aggiunga che i gestori delle palestre dovranno anche cercare di ‘risarcire’ i propri clienti che avevano sottoscritto abbonamenti, o quantomeno trovare degli accordi. Il Codacons è già pronto a saltare alla giugulare delle attività costrette alla chiusura e che avevano incassato denaro sottoforma di abbonamenti: non è tardata ad arrivare la richiesta di «rimborsi in denaro degli abbonamenti a palestre, piscine e centri sportivi chiusi per effetto del nuovo Dpcm varato dal governo». «Ancora una volta – spiega il presidente Carlo Rienzi – si ripropone il problema dei rimborsi spettanti a chi ha pagato servizi come palestre e piscine di cui ora non potrà usufruire a causa delle chiusure decise dall’esecutivo. Con i decreti relativi al precedente lockdown il governo ha pensato bene di calpestare i diritti di milioni di consumatori riconoscendo loro solo il voucher, scatenando problemi e contenziosi a non finire tra cittadini e società che gestiscono i centri sportivi».

La situazione è grave. Anche per tutte le altre attività interessate dalle nuove prescrizioni. «Le misure di restrizione previste dal Dpcm avranno un impatto grave su migliaia di attività, già logorate dalla crisi innescata dalla pandemia. Le imprese hanno bisogno di sapere immediatamente quali supporti sono previsti a loro sostegni. Servono certezze immediate sul decreto ristori: abbiamo chiesto al governo un incontro urgente, per avere delle risposte», osserva Patrizia De Luise, Presidente nazionale di Confesercenti. «Le limitazioni colpiranno tutto il sistema delle Pmi – aggiunge – . Non solo palestre, piscine, centri benessere, sale giochi e tutta la filiera degli eventi, delle cerimonie e dello spettacolo, per cui è previsto lo stop totale; il provvedimento mette di fatto in lockdown anche la somministrazione».

«Bar, pub e ristoranti non saranno più in condizione di operare: chiudere alle 18, quando l’attività diurna delle colazioni e dei pranzi è stata già messa in ginocchio dallo smartworking, vuole dire rendere antieconomico aprire – incalza De Luise – La raccomandazione di non muoversi, inoltre, avrà un impatto negativo sul turismo, sui consumi e su tutte le altre attività di vicinato, negozi in primo luogo. Le imprese – conclude – rischiano di non riuscire a sostenere questo nuovo colpo. Bisogna rendere subito operativi nuovi sostegni concreti, non c’è tempo da perdere».

La vede nerissima Mario Pozza, presidente di Unioncamere Veneto, per il quale «la decisione di chiudere alle 18 i ristoranti ed i bar è il colpo di grazia definitivo ad un settore che era già stato messo duramente alla prova dal primo lockdown, ma aveva saputo reagire con dignità e coraggio». «Il Governo dovrà assumersi la responsabilità di una scelta che porterà alla chiusura di attività storiche facendo rimanere senza lavoro moltissime persone», aggiunge Pozzo.

Adesso l’attenzione si sposta sui sostegni. In una delle ultime conferenze stampa, Conte aveva affermato con chiarezza che l’Italia non era in grado di permettersi un nuovo lockdown perché non vi erano i soldi per sostenere le attività. In che modo, dunque, si sosteranno le attività bloccate in toto e quelle che di fatto subiranno un tracollo benché non siano state chiuse del tutto? Per ora dal centrodestra arrivano richieste di aiuti veri. «È fondamentale tutelare le categorie maggiormente colpite dalle restrizioni previste nel nuovo Dpcm. Ristoratori, proprietari di bar, titolari di palestre e piscine, cinema e teatri sono i più penalizzati dalle nuove misure. Esercenti e commercianti sono al limite della disperazione, intere famiglie rischiano il tracollo economico. Tutto questo non può essere ignorato – dice Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia. – È dovere del governo e dello Stato supportarli con ogni mezzo, senza ritardi e soprattutto senza burocrazia. Servono soldi veri non bonus irrisori, altrimenti ad emergenza rientrata ci ritroveremo con un’Italia di saracinesche abbassate e ristoranti chiusi. Rischiamo che la rabbia sociale monti e che le inammissibili violenze viste a Napoli e a Roma non restino casi isolati. Governo, maggioranza e opposizione collaborino con l’unico obiettivo di salvare il Paese, è il momento di mettere da parte protagonismo, personalismi e recriminazioni. In gioco c’è la posta più grande: il futuro dell’Italia e degli italiani».

Su Twitter scrive Giorgia Meloni: «A maggio il governo ha imposto dei protocolli di sicurezza per ripartire, gli imprenditori hanno investito soldi per adeguarsi. Ora il governo chiude piscine, palestre, cinema e teatri e impone a bar e ristoranti chiusura alle 18. Conte ha il dovere di chiedere scusa e risarcirli».

Tra i critici spunta però anche qualche esponente di Italia Viva. «Il testo del nuovo Dpcm è surreale: è assurdo chiudere cinema, teatri, palestre, piscine e imporre la serrata ai ristoranti alle 18. Significa uccidere quelle attività, privare del proprio lavoro tantissime famiglie, che avevano fatto sacrifici per ripartire rispettando le regole. Lo Stato e le Regioni scaricano tutto sui cittadini, ma nessuno dá conto dei ritardi. Perché non si è richiesto il Mes a giugno, come sollecitato da Italia Viva?», ha commentato il deputato di Italia Viva Davide Bendinelli. Critico ma più diplomatico Ettore Rosato, presidente di Italia Viva: «Le restrizioni del dpcm sono slegate da qualsiasi analisi di dove si sviluppa il contagio. Non c’è nessuna distinzione tra chi ha investito per rispettare le norme anti-covid e chi non lo ha fatto. Non si difende uno dei diritti essenziali che è quello all’istruzione. Spero che le prossime ore servano per trovare risorse credibili per i ristori, che devono essere immediati, tramite pagamenti dell’agenzia delle entrate, e assumere quegli indispensabile provvedimenti sulla sanità e sui trasporti pubblici non più rimandabili».

domenica, 25 Ottobre 2020 - 18:25
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