Psicodramma nel Governo, Renzi fa il capo dell’opposizione: «Cambiare il Dpcm». Risponde Zingaretti: «No a doppi giochi»

Matteo Renzi
Matteo Renzi (foto Kontrolab)

Il ‘fuoco amico’ prende le forme di una e-news, la newsletter in cui Matteo Renzi, leader di Italia Viva, affida le proprie considerazioni sui fatti del giorno. «Convinceremo Conte a cambiare il Dpcm» scrive Renzi a 24 ore dal discorso del premier del Governo di cui fa parte. Una mossa che è l’ultimo anello della catena di scontri che ci sono state nelle ultime ore nell’esecutivo e che il segretario del Pd Nicola Zingaretti non esita a bollare come un «intollerabile» stare «con i piedi in due staffe». Ancora una volta Italia Viva fa la spina del fianco della maggioranza che compone, facendosi opposizione interna e sferrando un attacco diretto al ministro della Sanità Roberto Speranza e a quello della Cultura Dario Franceschini.

«Ieri il Presidente Conte ha firmato un nuovo Dpcm che, ovviamente, tutti noi rispetteremo come è giusto e logico che sia – scrive l’ex premier Renzi. Ma solo l’incipit è conciliante perché poi si passa alla sfilza di contestazioni e critiche.

La scuola: «Chiuderla è una ferita devastante – ribadisce Renzi –
Servono i tamponi rapidi a scuola, non i banchi a rotelle». I trasporti: «Servono le aziende private per i trasporti, non complicate regole sulla didattica a distanza». La sanità: «Servono più posti in terapia intensiva, più personale sanitario e un sistema di tracciamento degno di questo nome, non generiche raccomandazioni ai cittadini. Serve far funzionare in modo efficiente e sicuro la macchina dei test, non chiudere i teatri e i ristoranti che rispettano le regole, perché questo crea un effetto a catena in tanti settori».

«Va compresa l’inquietudine di chi non sa cosa accadrà domani. Mentre si chiedono (ancora) sacrifici, sarebbe molto utile, secondo me, che il Governo chiarisse questi punti. E ci spiegasse quali sono i dati scientifici e le analisi sui quali si prendono le decisioni: i dati scientifici, non le emozioni di un singolo ministro».

«Va bene rinunciare a molte libertà per il virus. Ma chiudere i luoghi di cultura e di sport è, invece, un errore: è più facile contagiarsi sulla metropolitana che a teatro – continua Renzi con una dichiarazione identica a quella del leader dell’opposizione Matteo Salvini –  E la chiusura dei ristoranti alle 18 è tecnicamente inspiegabile, sembra un provvedimento preso senza alcuna base scientifica. A cena il Covid fa più male che a pranzo? E per chi si era attrezzato valgono le stesse regole? Ci rendiamo conto del danno economico devastante?».

«Serve un piano, una visione, una strategia – insiste – Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo – spesso inascoltati – da mesi.
Diremo queste cose in Parlamento, al Premier Conte – che sosteniamo – sperando che ci ascolti e che cambi il Dpcm, nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva. Mi ha colpito che proprio il Ministro della Cultura abbia giustificato la chiusura dicendo che dobbiamo salvare vite umane. Io dico che certo, è vero, vogliamo salvare vite umane. Ma basta essere andati al cinema o al teatro, in queste settimane, per capire che non sono posti dove si rischia di morire, ma dove – anzi – si impara a vivere meglio. Affrontare la pandemia è un dovere di tutti. Ma bisogna farlo senza cedere alla paura».

Il segretario Dem Zingaretti ha risposto a stretto giro.  «E’ sempre stato sbagliato, ma ora stare con i piedi in due staffe è eticamente intollerabile. In gioco c’è la vita delle persone. L’Italia si aspetta da chi ha responsabilità di governo serietà e autorevolezza».

lunedì, 26 Ottobre 2020 - 16:47
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