Tessuto socio-economico a pezzi, De Luca irride mamme, bimbi e ristoratori: «Stop sceneggiate, dite grazie alla Regione»

Vincenzo De Luca

Se la prende, come al solito, con la stampa. Giornali, tv, siti online. Tutti quelli che, a suo dire, danno una rappresentazione dei fatti dell’emergenza Coronavirus in Campania che va contro la narrazione dell’emergenza che invece proviene dalla Regione e dalla consueta diretta del venerdì pomeriggio. Nulla di nuovo.

Solo che stavolta nel frullatore degli insulti, serviti come al solito con battute e sagacia, ci finiscono anche le mamme che nelle scorse settimane hanno protestato davanti la sede della Regione Campania per la scelta di fermare le lezioni in presenza, i bambini e pure i ristoratori che hanno firmato diverse proteste davanti Palazzo Santa Lucia. Tutti colpevoli di avere messo in piedi non proteste ma «sceneggiate».

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Vincenzo De Luca liquida così, con disprezzo e distacco, un malessere sociale che attraversa la comunità campana. Un malessere scaturito da una crisi economica vera, reale, che è conseguenza del valzer di chiusure, interruzioni di servizi e attività che si ripercuotono sui bilanci familiari. «Avremo rispetto per la sofferenza dei cittadini, ma nessuna sceneggiata e nessuno sciacallaggio», dice De Luca in diretta Facebook. «Nessuno venga a mettere a terra le tovaglie coi piatti sopra», incalza riferendosi alla protesta – che ha unito 20 città d’Italia – organizzata da Fipe Confcommercio per ‘gridare’ l’ingente danno subito dalle attività di ristorazione colpite dal prima dal coprifuoco e poi dall’ultimo Dpcm che vieta la consumazione in sala a partire dalle 18. «Qui chi ha messo le tovaglie, avrebbe dovuto piuttosto dire grazie alla Regione Campania… (…) Quando andate davanti alla Regione dite grazie», insiste De Luca. Un’affermazione che il governatore ancora ad una considerazione: rispetto ai mesi del primo lockdown la Campania ha messo a disposizione un ‘risarcimento’ (in aggiunta ai decreti del Governo) per famiglie e imprese.

Una manovra di sostegno che in un paese civile è il minimo sindacale ma che oggi De Luca, con alterigia, sbatte in faccia ai campani pretendendo ossequio e zero proteste. Ce n’è anche per le mamme, dicevamo. «Non ho incontrato una mamma che avesse dichiarato con questi dati di contagi io porto i miei figli a scuola – dice in diretta Facebook – Poi ho visto un’intervista ad una mammina che indossava una mascherina di tendenza e con gli occhi ridenti e fuggitivi. Parlando al suo intervistatore la donna affermava che la sua bimba ‘è andata da lei piangendo e mi ha detto mamma voglio tornare a scuola per imparare a scrivere’. Credo sia l’unica bambina d’Italia che piange per andare a scuola e l’unica bambina al mondo che dà pure la motivazione. ‘Perché voglio imparare a scrivere. Perché mi mancano la grammatica e la sintassi, mi mancano gli endecasillabi’. Cioè, questa povera figlia evidentemente è un OGM, cresciuta dalla mamma con latte al plutonio. L’unica al mondo è stata trovata da questo intervistatore.».

venerdì, 30 Ottobre 2020 - 16:44
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