Campania virtuosa nella gestione, ma i ‘complimenti’ dei consulenti del Governo non abbagliano De Luca: nuove restrizioni

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca non ci sta. Dopo mesi di dirette Facebook in cui ha snocciolato, e lo fa tuttora, i dati dell’epidemia in Campania e avvertito i concittadini, con proclami a tratti allarmistici conditi dall’ormai consueto tono irridente, sulla gravità potenziale della situazione, il governatore ha visto la propria Regione finire nelle aree a minor rischio. E a poco o nulla serve l’implicito riconoscimento della bontà della sua azione da parte dell’Istituto Superiore della Sanità per arginare la rabbia del presidente rieletto a settembre. La Campania, secondo Silvio Brusaferro, ma anche secondo Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione per il Ministero della Sanità, avrebbe ben gestito la situazione grazie alle ordinanze emanate nel corso di queste settimane (tra le quali, ricordiamo, anche quella che ha chiuso le scuole, in antitesi proprio con le scelte attuate dal Governo finora in ossequio alle indicazioni del Comitato tecnico scientifico). Grazie alle restrizioni decise in tempi ancora non sospetti, quando i contagi non arrivavano ai quasi 4mila di questi giorni, si sarebbe trattenuta la curva dei contagi. Ma per Vincenzo De Luca questa spiegazione non sembra rassicurante. Anzi, il governatore alza lo scontro istituzionale con l’Esecutivo dopo l’ultimo Dpcm e continua a chiedere un intervento di carattere nazionale.

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«Le decisioni del Governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell’Italia hanno creato problemi del tutto prevedibili – ha dichiarato –
Rimango convinto della necessità di misure nazionali unitarie, anche più rigorose, per una azione più efficace di contrasto al Covid, a fronte di una diffusione sostanzialmente omogenea del contagio.
Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante. E si rischia ora un paradosso: che chi è in zona rossa o arancione fra un mese riapre tutte le attività, avendo frenato il contagio; e chi oggi chiude gli occhi, dovrà bloccare tutto nel periodo natalizio».

«Ho detto, e ripeto – ha continuato De Luca –  che dobbiamo considerarci la realtà più esposta, e che dobbiamo adottare prima di altri, e con più rigore, le misure necessarie. Invito i sindaci a predisporre da oggi la chiusura dei lungomari e di parte dei centri storici nei fine settimana. Non possiamo tollerare che ci siano, in questa situazione, migliaia di persone che vanno a passeggio come se niente fosse. Invito a predisporre attività di controllo e di sanzione per chi ancora oggi, gira senza mascherina.
Sollecito infine il Governo a decidere misure immediate per i congedi parentali o i bonus baby-sitter per le mamme impegnate nella cura dei bambini più piccoli. Per il resto, attendiamo di vedere e valutare le misure di ristoro economico annunciate dal Governo, chiarendo da subito che la proroga dei termini ordinari per versamenti Iva e ritenute, non può che essere una misura di carattere generale».

Dalle parole ai fatti, il presidente campano ha messo la firma sull’ordinanza numero 89 che proroga fino al 14 novembre gli effetti dell’ordinanza precedente: dunque stop alle lezioni in presenza nelle scuole, da quella dell’infanzia alle Superiori, blocco della mobilità interprovinciale già vigente, e la fascia oraria tra le 6 e le 8,30 in cui è consentita la pratica dello jogging. Restano zona rossa, infine, Marcianise e Orta di Atella, nel Casertano.

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venerdì, 6 Novembre 2020 - 08:53
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