Scuola, in Campania i genitori tornano all’attacco dei divieti di De Luca: la decisione del Tar Puglia come grimaldello

La protesta di mamme e bambini davanti alla Regione il 16 ottobre 2020 (foto Kontrolab)

Dopo l’ordinanza del Tar Puglia, sezione Bari, che ha sospeso l’ordinanza regionale di chiusura delle scuole imponendo lo svolgimento delle lezioni in presenza, i genitori campani tornano all’attacco. Qui, diverse settimane fa, il Tar Campania ha respinto un ricorso analogo contro l’ordinanza regionale che tiene bloccati gli studenti a casa, obbligandoli alla didattica a distanza, da quasi un mese. Ma, adesso, con il provvedimento cautelare del Tar Puglia (la discussione nel merito è fissata a inizio dicembre), i genitori sono pronti a una nuova battaglia.

Le motivazioni offerte dal Tar sono infatti lo spunto per confezionare un più mirato ricorso: nel provvedimento sono evidenziati due punti critici, dalla gestione fallace della ‘didattica a distanza’ (che non funziona in egual misura e in modo eccellente per tutte le scuole) alla sproporzione tra la decisione della Regione e le direttive imposte nell’ultimo Dpcm del 3 novembre che ha diviso l’Italia per aree di rischio. A differenza della Puglia, la Campania è addirittura zona gialla, ossia vi è un rischio ritenuto moderato perché – a dispetto del notevole numero di casi – vi è una capacità di risposta nei posti letto ospedalieri che invece manca in altre regioni, come la Calabria, dove – per assurdo – il numero dei nuovi casi positivi giornalieri è assai più basso della Campania.

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«Magari non arriviamo a nulla – dice Laura Falcone, tra le mamme che si sono rivolte ai legali per chiedere assistenza – ma vogliamo provarle tutte. Dobbiamo domandarci che tipo di futuro immaginiamo, visto che con il virus dovremmo convivere ancora per molto. Siamo stati, a torto, considerati negazionisti. Non è così, tutt’altro, ma proprio perché la soluzione non è vicinissima, dobbiamo immaginare una organizzazione diversa».

«Sembra ormai una strategia quella di De Luca di emanare un provvedimento ogni sette giorni – spiega – Diventa difficile ottenere una sospensiva di una ordinanza che ha durata così breve. E’ una cosa studiata a tavolino». Cosa che richiede ogni volta di partire da zero nel presentare un nuovo ricorso. Quella che però viene indicata come ‘strategia’, non distoglie i genitori dal loro intento: provare a ottenere la sospensione dei provvedimenti con cui De Luca chiude le scuole «contro ogni indicazione anche nazionale«. I genitori «hanno la certezza che De Luca prorogherà anche l’ordinanza che ha firmato l’altro ieri».

«Non comprendiamo – sottolinea Falcone – se quella di De Luca è una questione personale, un braccio di ferro o se si sente un po’ come Davide contro Golia. Di sicuro non possiamo restare a guardare, dobbiamo provarle tutte. Ai bambini non è stato chiesto, ma direttamente imposto un sacrificio».

sabato, 7 Novembre 2020 - 10:18
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