Dopo l’ordinanza del Tar Puglia, sezione Bari, che ha sospeso l’ordinanza regionale di chiusura delle scuole imponendo lo svolgimento delle lezioni in presenza, i genitori campani tornano all’attacco. Qui, diverse settimane fa, il Tar Campania ha respinto un ricorso analogo contro l’ordinanza regionale che tiene bloccati gli studenti a casa, obbligandoli alla didattica a distanza, da quasi un mese. Ma, adesso, con il provvedimento cautelare del Tar Puglia (la discussione nel merito è fissata a inizio dicembre), i genitori sono pronti a una nuova battaglia.
Le motivazioni offerte dal Tar sono infatti lo spunto per confezionare un più mirato ricorso: nel provvedimento sono evidenziati due punti critici, dalla gestione fallace della ‘didattica a distanza’ (che non funziona in egual misura e in modo eccellente per tutte le scuole) alla sproporzione tra la decisione della Regione e le direttive imposte nell’ultimo Dpcm del 3 novembre che ha diviso l’Italia per aree di rischio. A differenza della Puglia, la Campania è addirittura zona gialla, ossia vi è un rischio ritenuto moderato perché – a dispetto del notevole numero di casi – vi è una capacità di risposta nei posti letto ospedalieri che invece manca in altre regioni, come la Calabria, dove – per assurdo – il numero dei nuovi casi positivi giornalieri è assai più basso della Campania.
«Magari non arriviamo a nulla – dice Laura Falcone, tra le mamme che si sono rivolte ai legali per chiedere assistenza – ma vogliamo provarle tutte. Dobbiamo domandarci che tipo di futuro immaginiamo, visto che con il virus dovremmo convivere ancora per molto. Siamo stati, a torto, considerati negazionisti. Non è così, tutt’altro, ma proprio perché la soluzione non è vicinissima, dobbiamo immaginare una organizzazione diversa».
«Sembra ormai una strategia quella di De Luca di emanare un provvedimento ogni sette giorni – spiega – Diventa difficile ottenere una sospensiva di una ordinanza che ha durata così breve. E’ una cosa studiata a tavolino». Cosa che richiede ogni volta di partire da zero nel presentare un nuovo ricorso. Quella che però viene indicata come ‘strategia’, non distoglie i genitori dal loro intento: provare a ottenere la sospensione dei provvedimenti con cui De Luca chiude le scuole «contro ogni indicazione anche nazionale«. I genitori «hanno la certezza che De Luca prorogherà anche l’ordinanza che ha firmato l’altro ieri».
«Non comprendiamo – sottolinea Falcone – se quella di De Luca è una questione personale, un braccio di ferro o se si sente un po’ come Davide contro Golia. Di sicuro non possiamo restare a guardare, dobbiamo provarle tutte. Ai bambini non è stato chiesto, ma direttamente imposto un sacrificio».
sabato, 7 Novembre 2020 - 10:18
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