Covid, da Nord a Sud gli ospedali sono sull’orlo del collasso: l’Ordine dei medici chiede il lockdown totale

Coronavirus

Le immagini di ambulanze e auto private in attesa davanti agli ospedali, o quelle dei malati a terra tra le corsie dell’ospedale di Rivoli, in Piemonte, sono lo specchio – uno dei tanti – di una situazione, quella sanitaria, che in Italia diventa di giorno in giorno più preoccupante. Al di là del dibattito sulla carica virale dei sintomatici, sulla contagiosità degli asintomatici, sul numero di morti e di ricoveri in terapia intensiva rispetto alla fase 1, c’è un dato incontrovertibile: la Sanità italiana è in sofferenza, i nosocomi sono al limite, la medicina di base è ancora una volta impreparata a reagire all’ondata e il personale medico e paramedico combatte con armi spuntate.

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Per proteggere le rianimazioni, del resto, in diverse Regioni come la Campania, la Lombardia e il Veneto si è scelto di correre ai ripari sospendendo ogni attività chirurgica che richieda poi la terapia intensiva. Difficile la situazione anche in Puglia mentre dal Piemonte arriva la richiesta alle Ong di dirottare lì il personale perché il caos è percepibile, come pure nel Lazio e in Sicilia.

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In questo panorama che non lascia presagire un inverno sereno, arriva l’appello lanciato proprio dai medici che chiedono il lockdown «totale, in tutto il Paese». A chiederlo, alla luce dei dati, soprattutto quelli sui ricoveri in ospedale e nelle terapie intensive, è il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, dalla pagina Fb della stessa Federazione.

«Considerando i dati di questa settimana come andamento-tipo e se li proiettiamo senza prevedere ulteriori incrementi, la situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale – aggiunge Anelli in un’intervista all’agenzia di stampa Ansa – O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perché i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite. Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10mila decessi».

All’appello dei medici si aggiunge quello di Walter Ricciardi, consulente scientifico del Ministero della Salute che nuovamente torna a invocare il lockdown per la città metropolitana di Napoli e non solo. Ricciardi, ospite della trasmissione ‘Che tempo che fa’ su Rai Tre ribadisce: «In certe aree metropolitane il lockdown va fatto subito. Io avrei fatto Napoli zona rossa due settimane fa. La situazione è drammatica, a volte tragica, in continuo peggioramento. Questa si profila come una tragedia nazionale, sono necessari interventi rapidi. “Era tutto prevedibile. Con il ministro Speranza già il 6 aprile avevamo preparato un piano che però doveva essere recepito dalle Regioni. Alcune lo hanno fatto, altre no».

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lunedì, 9 Novembre 2020 - 09:36
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