Campania, i nuovi casi positivi ancora in (lieve) calo ma imprenditori, politici e scienziati insistono per la zona rossa

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Mentre il ministero della Salute lascia la Campania in ‘zona gialla’ (evidenziando, tra l’altro, un equilibrio tra il numero dei casi positivi e la capacità di rispondere coi posti letto di terapia intensiva) e i dati odierni sull’andamento del contagio registrano ancora un sensibile calo di nuovi casi, c’è chi sul territorio (e non solo) continua ad invocare con forza la ‘zona rossa’, ritenendola la sola via d’uscita da un’emergenza percepita come più drammatica di quella raccontata dall’attribuzione della ‘zona gialla’.

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Imprenditori, politici, scienziati: il coro di chi vuole un lockdown per la Campania diventa sempre più forte. Tra chi alza la voce c’è il presidente provinciale di Confcommercio Caserta, Lucio Sindaco che rivolgendosi al governo e al presidente De Luca chiede la «chiusura immediata dell’intera regione e ristori seri a tutte le aziende penalizzate dallo stato di crisi». «Basta temporeggiare – incalza – La situazione è drammatica. Sotto tutti i punti di vista. Occorre intervenire subito con misure drastiche per salvaguardare almeno il periodo di dicembre che consentirebbe alle imprese commerciali di recuperare una parte delle perdite registrate fino ad ora».

In relazione a possibili nuovi sit-in di protesta in caso di zona rossa, il presidente Sindaco precisa: «Comprendiamo l’esasperazione di tanti commercianti e riconosciamo il loro diritto di manifestare ma non è nostra intenzione, in questa fase, usare la piazza come strumento di persuasione. Continuiamo infatti ad essere convinti che il dialogo istituzionale e la collaborazione con i media siano gli unici canali determinanti per far sentire la voce della categoria sui tavoli decisionali. Speriamo pertanto che il nostro grido di allarme, che – è bene ricordarlo – rappresenta migliaia di imprese venga ascoltato quanto prima». 

Gli fa eco a senatrice campana del MoVimento 5 Stelle Mariolina Castellone: «Gli ispettori del ministero della Salute ed i carabinieri del Nas hanno acquisito informazioni e dati sulla situazione degli ospedali a Napoli: posti letto di degenza ordinaria e terapia intensiva, personale, percorsi covid. Le ispezioni hanno avuto luogo al Cardarelli, all’Ospedale dei Colli (per i nosocomi Monaldi e Cotugno) e all’Ospedale del Mare di Ponticelli. La situazione in Campania è ormai al collasso. Serve una stretta immediata perché i nosocomi sono allo stremo, così come i medici e gli operatori sanitari. De Luca ha scritto al prefetto per chiedere un piano di controllo contro gli assembramenti, ma non c’è più tempo da perdere. La Campania va dichiarata zona rossa, il servizio sanitario regionale paga oggi tutta la mancata programmazione degli anni scorsi e per permettere al personale ed agli ospedali di reggere ormai non c’è altra scelta che attuare misure più stringenti». 

Torna all’attacco anche Walter Ricciardi, professore di Igiene all’Università Cattolica e consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, tra i primi a invocare la ‘chiusura’ di Milano e Napoli. Intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai 3 in merito alla decisione di mantenere la Campania in zona gialla, Ricciardi ha bacchettato in parte la decisione del ministero della Salute: «Nell’area metropolitana di Napoli andrebbe fatta zona rossa, sono due settimane che lo dico» ma «bisogna differenziare: una cosa è Napoli e un’altra è Caserta, Benevento o Salerno. A Napoli, in alcuni ospedali si è arrivati oltre la soglia di saturazione nei reparti di terapia subintensiva e nell’arco delle prossime due settimane si saturano anche le terapie intensive, per non parlare dei pronto soccorso che sono già al collasso. C’è gente che sta in macchina per ore, a cui viene fornito l’ossigeno in auto. A voi sembra questa una zona gialla?». 

I dati di oggi, intanto, fanno registrare una lieve inflessione della curva dei contagi. I nuovi casi di positività rilevati in Campania nelle ultime 24 ore sono 3166 su 18.446. Sale a 95.921 il totale dei positivi dall’inizio della pandemia. I decessi nuovi sono 34 per un totale di 896. Nel dettaglio: gli asintomatici sono 2.815; i sintomatici 351. I guariti sono 690 per un totale complessivo, da inizio emergenza, di 18.355. Per quanto riguarda i posti letto in ospedale su base regionale: quelli disponibili in terapia intensiva sono 590; mentre quelli in terapia intensiva occupati sono 181. Sono, invece, 3169 i posti letto di degenza disponibili. 

mercoledì, 11 Novembre 2020 - 18:41
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