Gli affari del clan Senese a Roma, diposto il rinvio a giudizio di 26 imputati: ci sono anche il boss Michele e i suoi familiari

Tribunale

L’ultima inchiesta sul malaffare gestito a Roma dal clan Senese sarà oggetto di un processo. Lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare che ha accolto la richiesta della Direzione distrettuale antimafia capitolina: il dibattimento prenderà il via il prossimo 20 gennaio.

Sul banco degli imputati ci saranno il boss Michele Senese, detto ‘o pazzo, che è alla guida del sodalizio ed era già detenuto in carcere quando è esplosa l’indagine; il figlio Vincenzo, che ne faceva le veci sul territorio e che fu arrestato in un lussuoso hotel del Salerno (una struttura da 5mila euro a settimana della marina di Ugento); Raffaella Gaglione, moglie del boss Michele; Angelo Senese, fratello del boss, che sarebbe riuscito a fare confluire investimento per oltre 230mila euro in attività di ristorazione a Roma nonché in un importante stabilimento in provincia di Latina di produzione casearia.

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Gli imputati rinviati a giudizio sono complessivamente 26. A vario titolo sono contestati i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. Per alcuni capi di imputazione viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso.

L’indagine verte appunto sui business dei Senese, storico clan di Roma ma di origini napoletane: Michele Senese, natali ad Afragola, era considerato uomo di fiducia del boss Angelo Moccia e a soli 22 anni venne inviato nella Capitale per conto della Nuova Famiglia. E qui alla fine ha messo radici, coltivando rapporti con la criminalità organizzata del posto.

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giovedì, 12 Novembre 2020 - 13:53
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