Covid, l’algoritmo non cambia fino a dicembre ma il Governo apre alle Regioni. Attese nuove decisioni sulle zone rosse


Un punto fermo c’è: le misure dell’ultimo Dpcm e i parametri di classificazione non cambieranno sino alla scadenza del decreto, ovvero il 3 dicembre. Ma la ‘trattativa’ con le Regioni per cambiare i parametri, o meglio passare dagli attuali 21 ai 5 indicati dai governatori, è ormai aperta. A chiarire che fino a fine mese le cose restano come sono è direttamente il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, principale interlocutore dei governatori in rivolta contro l’algoritmo del Governo. Boccia, come riportano le agenzie di stampa, durante l’incontro con gli enti regionali ha spiegato che per ora l’esecutivo è irremovibile aggiungendo: «In vista del prossimo Dpcm si lavorerà poi a un coordinamento politico» e questo avverrà attraverso un tavolo tecnico attorno al quale siederanno il presidente dell’Istituto superiore della Sanità Silvio Brusaferro, i tecnici del ministero della Salute e del ministero per gli Affari regionali affinché si valutino le proposte delle Regioni.

Il sistema delle zone rosse, arancioni e gialle dunque può cambiare ma non prima di dicembre e non è detto che si passi dai 21 ai 5 parametri, vista la resistenza del premier Giuseppe Conte in primis. Solo ce si sarà l’avallo dei tecnici si potrà eventualmente modificare l’attuale sistema e aderire alle proposte regionali.

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Oggi intanto riunione della cabina di regia per decidere ulteriori cambiamenti di classificazione. Al momento sono in zona rossa Valle d’Aosta, Piemonte Lombardia, Friuli, Toscana, Abruzzo (con ordinanza regionale), Campania, Calabria. Per l’Abruzzo, in cui le scelte sono state anticipate dal governatore Marco Marsilio, arriverà il provvedimento del ministro Speranza. La Liguria dovrebbe restare nella zona arancione e il Veneto in quella gialla mentre potrebbe diventare arancione il Lazio, finora in zona gialla. Un caso a parte riguarda la Puglia che: i numeri per la zona rossa non ci sarebbero, ma il governatore Emiliano ha chiesto al Governo di disporla in alcune province a rischio come Foggia e Barletta-Andria-Trani. Per Speranza, questa chiusura provinciale spetta direttamente a Emiliano. In via di ammorbidimento invece la situazione di Lombardia e Piemonte che entro sette giorni potrebbero passare nella fascia arancione.

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venerdì, 20 Novembre 2020 - 08:17
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