Fuga da Forza Italia, 3 deputati passano alla Lega. Dietro la crisi del centrodestra c’è la norma pro-Mediaset del Governo


Forza Italia perde i pezzi ed è ormai un partito in frantumi. L’ultima tempesta è arrivata ieri, quando, dopo le dichiarazioni concilianti del leader Silvio Berlusconi che ha aperto al dialogo col Governo su Manovra di bilancio e scostamento – dando la stura persino a ipotesi di entrata di Fi nell’esecutivo – tre parlamentari hanno deciso di fare le valigie e abbandonare gli azzurri. Si tratta di Maurizio Carrara, imprenditore fiorentino 46enne, deputato al primo mandato; di Federica Zanella, deputata 48enne, imprenditrice e giornalista molto impegnata sui temi della reputazione web e del cyber bullismo (anche lei al primo mandato), e della pasionaria forzista Laura Ravetto, 49enne. Nel caso di quest’ultima, sempre in prima linea nei salotti televisivi e considerata una fedelissima del Cavaliere (nonostante il matrimonio con l’ex deputato piddino Dario Ginefra), lo choc è doppio trattandosi di uno dei volti più noti di Forza Italia, entrata alla Camera con gli azzurri nel lontano 2006. Eppure ieri la deputata torinese ha voltato le spalle a Berlusconi per entrare nella Lega, annunciando il passaggio tra le fila del partito di Matteo Salvini su twitter con una foto che la ritrae proprio con l’ex ministro dell’Interno.

I motivi dell’esodo dei tre forzisti, che danno un serio colpo ai numeri di Forza Italia alla Camera dei deputati, vanno rintracciati certamente nell’apertura di Berlusconi al Governo. Apertura che secondo alcuni, in primis secondo Salvini, non sarebbe una risposta all’invito al dialogo e alla collaborazione lanciato giorni fa dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma, più prosaicamente, un tentativo di do ut des tra il Cavaliere e il Governo sulla cosiddetta norma salva Mediaset, quella che, per sottrarre l’azienda italiana di Berlusconi dall’avanzata francese di Vivendi prevede che laddove una società arrivi a operare sul mercato delle telecomunicazioni e dei media contemporaneamente, l’Agcom debba valutare gli effetti sulla concorrenza e chiedere eventuali correttivi. Sarebbe proprio il caso di Vivendi, che è sia azionista di Mediaset che della Tim.

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Una norma ‘ad aziendam’ dunque, secondo i malpensanti, che è stata osteggiata proprio da Matteo Salvini e anzi sarebbe stata tra le cause del raffreddamento dei rapporti con Berlusconi. La norma introdotta come emendamento della maggioranza al decreto Covid non è stata votata in Commissione dalla Lega che ha deciso di astenersi e presentare la pregiudiziale di costituzionalità. Un vero e proprio casus belli interno al centrodestra ma mentre Giorgia Meloni finora non ha fatto dichiarazioni, Salvini non si è trattenuto: «Matterella ci chiede di collaborare – ha dichiarato – ma leggo di legge elettorale, di aziende. Ma Mediaset non ha bisogno di aiutini e non voglio pensare a scambi».

Una guerra di nervi e non solo sfociata ieri nella fuga dei tre forzisti tra le braccia della Lega Nord. Una fuga che rappresenta la crisi di nervi in atto nel partito di Arcore da ieri al centro di una vicenda politica che ha i suoi effetti anche sulla maggioranza. Qualcuni, soprattutto nel Pd e in Italia Viva, ha visto l’apertura di Berlusconi come una possibilità per allargare la maggioranza a Forza Italia e quindi dare il benservito ai Cinque Stelle. Per altri, come Luigi Di Maio, si tratta di un’ipotesi assurda e irrealizzabile: «Mai con Berlusconi» è il mantra del ministro degli Esteri che oggi però, alla luce delle cronache, dovrà fare i conti anche con la base per un’apertura che sa tanto di scambio di favori con l’odiato Cavaliere.

Da parte di quest’ultimo, in serata, dichiarazioni concilianti a metà: no all’entrata di Fi nel Governo, nessuna divergenza con gli alleati, ha affermato, aggiungendo che senza il suo partito il centrodestra italiano «sarebbe destinato a non vincere né governare come avviene in Francia con il Front National». Senza di me, fa sapere dunque a Salvini, non si va da nessuna parte.

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venerdì, 20 Novembre 2020 - 09:26
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