A Napoli ex dormitorio diventa centro di accoglienza: ospiterà fino a 120 persone senza un tetto

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L’ex dormitorio pubblico del Comune di Napoli torna a nuova vita ed è pronto ad accogliere h24 fino a 120 persone che fino ad oggi hanno vissuto per strada. La struttura è stata restaurata e rifunzionalizzata per offrire agli ospiti non solo servizi di igiene, vitto, alloggio, ma anche servizio di segretariato sociale e professionale e di orientamento lavorativo in collaborazione con le suore e con la Fondazione ‘Massimo Leone’ e opportunità di reinserimento sociale.

Nella struttura che da dormitorio è diventata una vera e propria struttura residenziale, saranno avviate anche attività per reinserire gli ospiti nel circuito sociale ed economico. Grazie a un finanziamento Pon Metro 2014-2020. l’amministrazione ha acquistato lavatrici, asciugatrici e un impianto di stiratura industriale che permetterà a breve agli ospiti di iniziare micro percorsi di inserimento lavorativo.

«Questa meravigliosa e antica struttura nel cuore della città, da dormitorio in cui fino allo scorso marzo si poteva offrire soltanto accoglienza notturna e’ diventata – spiega l’assessore al Welfare, Monica Buonanno – un centro di prima accoglienza, una struttura residenziale h24 grazie a uno sforzo economico e amministrativo dell’amministrazione. Un lavoro per cui anche l’Europa ci ha guardato come pratica virtuosa perché non solo è una delle ultime strutture pubbliche a completa gestione pubblica per l’accoglienza di senza dimora in un grande comune ma anche perché abbiamo ampliato i servizi offerti».

Alla struttura possono accedere maggiorenni fino ai 65 anni che non hanno un luogo dove dormire e vivono in condizioni di bisogno. Una struttura di accoglienza che deve fare i conti anche con le regole a tutela della salute per fronteggiare l’emergenza covid. «Sono state adottate tutte le procedure e le modalità organizzative per l’offerta servizi – sottolinea Buonanno – gli ospiti usufruiscono di visite mediche, di attività di tamponatura, c’é un medico curante e naturalmente anche tutta l’equipe sociale, tutto il personale è soggetto a controlli sanitari».

Inoltre ci sono un ”rigido” calendario e protocollo per regolare gli ingressi e le uscite dalla struttura che sono tenuti a osservare sia gli ospiti che gli operatori e c’è la dotazione dei sistemi di protezione per garantire la tutela della salute di tutti.

venerdì, 27 Novembre 2020 - 15:52
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