L’avvocato che ha rinunciato alla difesa dell’uomo che ha ucciso la compagna: «Tutelo le donne, non sarei serena»

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Aurelia Laurenti, uccisa con 8 coltellate

Un avvocato in prima linea per la difesa delle donne che viene incaricata di difendere un uomo che ha appena ucciso la compagna. Rossana Rovere, già presidente dell’Ordine degli avvocati di Pordenone, era stata chiamata da Giuseppe Forciniti, l’infermiere di origini calabresi che ha massacrato a coltellate la 32enne Aurelia Laurenti, ma non se l’è sentita di portare avanti la difesa dell’uomo che l’aveva indicata come proprio legale di fiducia e in serata ha deciso di rinunciare all’incarico.  La legale, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ha detto «non sono serena, io non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne».

Il presunto omicida ieri si era presentato in questura a Pordenone poco prima dell’una di notte con le mani ancora sporche di sangue, e aveva raccontato che proprio prima, in casa, aveva avuto una colluttazione con un ladro sorpreso in casa. Poco dopo, messo alle strette dagli inquirenti, ha confessato l’omicidio di Aurelia, la donna con cui aveva due figli di tre e otto anni e con cui, in apparenza, sembrava condurre una vita senza scossoni. Mai una segnalazione ai servizi sociali o altre deviazioni dal percorso familiare che stavano affrontando insieme.

Forciniti, che durante l’interrogatorio ha cercato di difendersi dicendo di essere stato aggredito per primo dalla compagna, prima del trasferimento nel carcere di Pordenone avrebbe ammesso di vivere un «periodo molto duro» a causa dello stress per il lavoro nei reparti Covid. Dopo mesi di contrasti e tensioni, l’ultima lite fatale in camera da letto mentre i figli erano da alcuni parenti e l’uccisione di Aurelia.

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venerdì, 27 Novembre 2020 - 07:56
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