Il dramma di Patrick Zaky, il tribunale egiziano lo lascia in carcere: altri 45 giorni in prigione. Rivolta di Amnesty Italia

Patrick George Zaky
Patrick George Zaky

Le speranze di Patrick George Zaky, lo studente dell’Università Alma Mater di Bologna e attivista egiziano, di tornare in libertà si sono infrante ancora una volta: la terza sezione del tribunale penale specializzata in antiterrorismo ha deciso di rinnovare di altri 45 giorni la detenzione di Patrick, arrestato lo scorso 7 febbraio all’aeroporto del Cairo – dove era arrivato perché avrebbe dovuto raggiungere la famiglia per farle visita – con l’accusa di propaganda sovversiva. La notizia è stata riferita dall’organizzazione non governativa Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr) sul proprio profilo Twitter. 

Zaky è stato accusato di utilizzare un account sui social media per diffondere notizie e informazioni false, accuse da lui respinte. La speranza di una sua imminente liberazione si era riaccesa dopo che l’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), l’ong per la difesa dei diritti civili con la quale Zaky collaborava, aveva annunciato che l’udienza per il rinnovo della carcerazione dello studente 29enne, prevista all’inizio di gennaio, era stata anticipata a sabato 5 dicembre.

Un segnale, si auspicava, che qualcosa si stesse muovendo. Inoltre, giovedì 3 dicembre erano stati scarcerati dalla prigione di Tora, dopo alcune settimane di detenzione, i tre dirigenti dell’Eipr Gasser Abdel-Razek, Karim Ennarah e Mohamed Basheer che erano stati accusati, tra l’altro, di far parte di un gruppo terroristico e della diffusione di notizie false. Tutte queste circostanze sembravano aver aperto uno spiraglio anche per Zaky che, tuttavia, si è chiuso. 

Contro la nuova decisione della Corte si è schierata apertamente Amnesty Italia: «Dopo ore di attesa questa decisione vergognosa e sconcertante di rinnovare di altri 45 giorni la detenzione di Patrick Zaky lascia senza fiato e sgomenti – ha commentato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia – Patrick terminerà questo anno terribile nella prigione di Tora. Noury ha poi lanciato un appello: «E’ veramente il momento che ci sia un’azione internazionale guidata e promossa dall’Italia per salvare questo ragazzo, questa storia anche italiana, dall’orrore del carcere di Tora in Egitto».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano che assicurato che «continueremo ad attribuire forte priorità, soprattutto con riferimento alle sue condizioni detentive e all’esigenza di assicurare un iter processuale rapido, in vista di un auspicabile rilascio». 

Nei giorni scorsi ha chiesto la scarcerazione dei tre dirigenti dell’Eipr e di Zaky anche la star del cinema, Scarlett Johansson. «Questi uomini hanno dedicato la propria vita a combattere contro le ingiustizie e ora si trovano in carcere e stanno affrontando accuse false», aveva dichiarato l’attrice di Hollywood in un video pubblicato su YouTube che aveva avuto grande eco mediatica. 

lunedì, 7 Dicembre 2020 - 13:24
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