Mes, Italia Viva ratifica l’accordo ma lo scontro si sposta sul Recovery Plan: due ministri renziani pronti a dimettersi

giuseppe conte
Conte durante l'informativa alla Camera dei Deputati

Come aveva anticipato, dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte sul Mes (stamattina ha tenuto quelle alla Camera, oggi alle 16 toccherà al Senato) Italia Vva ha fatto rientrare la fronda e fatto sapere che firmerà la risoluzione del Governo sul trattato europeo. Un primo scoglio superato, ma resta quello sul Recovery Plan. I renziani insistono nel dichiararsi contrari a canina di regia e task force è c’è chi, come il ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti, si spinge ad annunciare che lei e il ministro all’Agricoltura Teresa Bellanova (entrambe di Iv) sono pronte a dimettersi.

Il sì al Mes è solo, quindi, una parziale risposta al richiamo alla coesione partito dal premier nel suo discorso a Montecitorio. Un discorso che è stato un richiamo alla maggioranza con l’appello alla «coesione per battersi in Unione europea», cui è seguito un altro appello ad avviare in tempi quanto più rapidi il Recovery Plan e gli investimenti dell’Italia in 6 settori strategici con un tesoretto di 209 miliardi di euro stanziati dall’Ue.

«I cittadini dei 27 Stati membri – ha affermato Conte nel corso delle comunicazioni alla Camera – non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto sull’adozione di strumenti per la ripresa sociale ed economica» vista la crisi economica seguita all’emergenza Coronavirus, quindi serve il «tempestivo avvio di Next generation Eu. L’Italia si farà promotrice di un cambiamento per integrare il nuovo Mes nel quadro della nuova normativa europea come il nuovo Next Generation Eu che auspico possa diventare strutturale».

«Sta cambiando la fisionomia dell’Unione europea – ha aggiunto –  siamo determinati affinché la nuova Europa superi l’approccio angusto dell’austerità. Sono convinto che per cambiare l’Europa sia decisivo ben altro percorso. Devono essere riconsiderate in maniera radicale struttura e funzione del Mes affinché sia trasformato in uno strumento diverso».  

«Spesso in quest’Aula ho rivolto alle forze di opposizione un appello all’unità e al dialogo. E devo riconoscere che in alcuni passaggi questi appelli hanno trovato ascolto. Ribadisco che il tavolo del confronto con le opposizioni rimane sempre aperto – ha sottolineato il premier nel suo intervento – il governo ha bisogno della massima coesione delle forze di maggioranza per continuare a battersi in Europa e a svolgere il proprio lavoro. Il confronto dialettico tra le forze di maggioranza e interno alle forze di maggioranza è sicuramente un segno di vitalità e di ricchezza. Ma è senz’altro salutare che sia fatto con spirito costruttivo – ha aggiunto – che non ci faccia disperdere energie, che non ci distragga dagli obiettivi della nostra azione».

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mercoledì, 9 Dicembre 2020 - 10:36
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