Omicidio Willy Duarte Monteiro, arresto per droga per i fratelli Bianchi: sono già in carcere per il massacro del 21enne

Willy e i fratelli Bianchi
A sinistra Willy Monteiro; nella foto insieme i fratelli Marco e Gabriele Bianchi

Ci sono anche i fratelli Gabriele e Marco Bianchi tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del Tribunale di Velletri contro 6 persone accusate a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione. Gli arresti sono stati eseguiti all’alba dai carabinieri della Compagnia di Velletri che hanno notificato il provvedimento, esito delle indagini coordinate dalla procura cittadina, nei confronti dei due presunti autori del pestaggio che portò alla morte il 21enne Willy Duarte Monteiro. I due fratelli erano già in carcere perché indagati per la morte del giovanissimo di origine capoverdiana che, cercando di impedire l’aggressione contro un amico all’esterno di un locale, finì secondo gli investigatori sotto i colpi dei due Bianchi e di altri giovani che lo lasciarono poi esanime in strada.

Dopo quella vicenda che ha commosso e indignato l’Italia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di consegnare ai familiari del 21enne una medaglia d’oro per il valor civile conferita a Willy per il «Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio». Le indagini avviate sui fatti del 5 agosto scorso hanno sinora accertato la presunta responsabilità del gruppo di ragazzi della zona dei Castelli, tra cui i due fratelli Bianchi, nell’aggressione contro Willy, che morì a causa della brutalità dei colpi ricevuti come ha poi dimostrato l’autopsia sul suo corpo.

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Nell’operazione che oggi hanno compiuto i carabinieri, invece, i Bianchi sono investiti da altre accuse nell’ambito di un’operazione relativa allo spaccio di droga nell’area di Velletri, Lariano, Artena e comuni limitrofi. Spaccio che sarebbe avvenuto ricorrendo ad azioni violente e minacce per intimorire gli assuntori ‘insolventi’ e obbligarli a pagare. I carabinieri avrebbero accertato i ruoli ricoperti e ricostruito il modus operandi del gruppo, appurando che gli indagati ricorrevano abitualmente ad azioni violente e minacce per intimorire e obbligare gli assuntori di droga a pagare i compensi pattuiti per l’acquisto dello stupefacente.

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mercoledì, 9 Dicembre 2020 - 08:38
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