Natale da soli a casa, il premier e il Governo (per ora) mantengono il punto. ‘Congelata’ la mozione del centrodestra

Natale

La maggioranza di Governo, per ora, resta inflessibile sul divieto di spostamento tra i comuni che impedisce ricongiungimenti familiari il giorno di Natale e di Santo Stefano, ma non è escluso che il premier Giuseppe Conte possa decidere, in zona Cesarini, di aprire a piccole concessioni. Continua, infatti, il pressing di chiede ‘flessibilità’ e ‘buon senso’ soprattutto per evitare che tanti anziani o genitori rimasti soli siano ‘condannati’ dal Dpcm del 3 dicembre a trascorrere in solitudine le festività.

Nei giorni scorsi Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, ha chiesto al Governo una deroga che in tanti hanno invocato. «Io condivido la quasi totalità delle norme che nel Dpcm sono contenute, dopodiché c’è anche il buonsenso. Siccome sono tre giorni, Natale, Santo Stefano e Capodanno, in cui posso a Roma, a Milano o a Bologna fare decine di chilometri per andare a trovare un parente e non posso spostarmi di 500 tra piccoli e medi Comuni. Una contraddizione c’è. Le regole bisogna rispettarle. Non dico di togliere il divieto, ma almeno di derogare per chi va dal papà o dal nonno per non lasciarlo solo. Casi estremi. L’abbiamo chiesto in termini di buonsenso», ha detto Bonaccini a ‘Oggi è un altro giorno’ su Rai1. La richiesta trova d’accordo molti altri governatori, che già nei giorni scorsi avevano evidenziato come il blocco di mobilità tra i comuni discriminasse le realtà più comuni finendo invece con il non incidere affatto su quelle realtà dove insistono milioni di abitanti e il rischio di contagio è più diffuso. Ma almeno per il momento le carte in tavola non cambieranno.

Intervenendo l’altro ieri a ‘DiMartedì’ su La7, il ministro Speranza è stato categorico: «Nessuna deroga, le norme sono queste e restano queste. Il messaggio di fondo è sempre lo stesso, non ci possiamo permettere spostamenti non necessari e allora nei giorni più caldi chiediamo un sacrificio alle persone. Anche a Natale e Capodanno c’è la forte raccomandazione di non ospitare a casa persone non conviventi». A ribadire il concetto ci ha pensato, questa mattina, il viceministro dell’Interno Matteo Mauri (intervenuto ai microfoni di Radio24): «Le regole non cambiano. A meno che la curva dei contagi non cambi radicalmente in pochi giorni, le regole che abbiamo stabilito sono quelle e quelle devono rimanere (…) Non è una questione formale ma sostanziale. Capisco che chi abita nei centri più piccoli guardi a chi vive nelle grandi città e ha maggiore libertà di movimento ma la verità è che i due terzi degli italiani risiede proprio nei comuni medi e piccoli: di conseguenza, se si dovesse lasciare libertà di circolazione tra i comuni la maggioranza dei cittadini sarebbe libera di spostarsi. Senza contare che sono tantissimi, ad esempio, quelli che vivono nelle grandi città e hanno parenti fuori: farebbero lo stesso». «La ratio della norma – ha ricordato il viceministro – è quella di ridurre il più possibile gli spostamenti: so benissimo non riscuote un particolare consenso, ed uso un eufemismo, pero’ dovrebbe essere interesse del governo fare le norme più popolari possibile: se il governo non lo fa vuol dire che si ritiene questa norma assolutamente necessaria per evitare di entrare in un nuovo picco a inizio-metà febbraio. Sarebbe devastante. Questo principio di precauzione è quello che ci fece uscire dalla prima ondata: quando l’abbiamo abbandonato siamo entrati nella seconda, cerchiamo ora di evitare la terza».

Dal centrodestra, tuttavia, si insiste sulla volontà di ottenere un’apertura dal Governo. Ecco perché è stata presentata una mozione per modificare il decreto sulla mobilità natalizia ma la discussione non è stata calenderizzata con urgenza. Sarà discussa lunedì prossimo, 14 dicembre, a poco più di una settimana di distanza dal giorno di Natale in cui è previsto il divieto di spostarsi da comune a comune, divieto che di fatto obbligherà molte famiglie a non trascorrere il pranzo insieme. «Per noi è la prova che non c’è nessuna volontà di cambiare: ci chiediamo dove sia questa collaborazione tanto invocata se poi non si trovano nemmeno tre ore per un tema che non riguarda il centrodestra o il centrosinistra, ma la vita di tutti gli italiani», hanno commentato in una nota congiunta i capigruppo di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia al Senato, Massimiliano Romeo, Anna Maria Bernini, Luca Ciriani.

«E invece ancora una volta – proseguono – si è voluto politicizzare la discussione sul divieto di spostamento tra Comuni a Natale, nonostante l’assurdità di questa norma sia stata ampiamente dimostrata e contestata da tutti. Ci si può muovere liberamente da un punto all’altro di una grande città come Roma o Milano percorrendo anche trenta chilometri di distanza, ma si impedisce a familiari di attraversare la strada il giorno di Natale perché residenti in Comuni limitrofi. Avevamo chiesto che questo tema venisse discusso subito, ma invece la maggioranza ha fatto muro, dimostrando tutta l’ipocrisia degli inviti alla collaborazione, rimasti di fatto lettera morta. Se qualcuno pensa che lo stratagemma dei rinvii possa essere la via d’uscita, si sbaglia. Spostare la questione a lunedì prossimo – concludono – non può essere la risposta a una richiesta urgente avanzata da tutta l’opposizione, su un tema che in questo preciso momento storico non può essere banalizzato». 

giovedì, 10 Dicembre 2020 - 14:09
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