Camorra, inchiesta ‘Tsunami’ sulle estorsioni nell’area stabiese: chiesta la condanna di 7 dei D’Alessandro

Procura Napoli

Inchiesta ‘Tsunami’ sul business delle estorsioni (a commercianti e imprenditori edili) gestito dal clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli presenta il conto ai sette imputati che hanno scelto e ottenuto di essere processati col rito abbreviato (formula che prevede lo sconto di un terzo della pena).

Il pugno duro è stato usato nei confronti di Michele D’Alessandro (figlio di Luigi), nipote e omonimo del defunto boss: il pm Giuseppe Cimmarotta ha proposto 11 anni di reclusione; 10 anni sia per Nunzio Bellarosa che per Antonio Lucchese; 8 anni per Pasquale D’Alessandro, figlio del defunto boss Michele; 6 anni e 6 mesi per Teresa Martone, vedova di Michele d’Alessandro; 6 anni per Renato Cavaliere; 2 anni e 4 mesi per il pentito Salvatore Belviso. La parola passa adesso al collegio difensivo (composto, tra gli altri, dagli avvocati Francesco Romano, Renato D’Antuono, Alfonso Piscino, Gennaro Somma e Stefano Sorrentino), prologo della sentenza che chiuderà il processo che si sta definendo con la modalità del rito abbreviato (formula che prevede lo sconto di un terzo della pena). 

I fatti contestati vanno dal 2006 al 2006. Le accuse poggiano sulle dichiarazioni dei pentiti ma anche su numerose intercettazioni. Altre 22 persone coinvolte nell’inchiesta hanno invece optato per il rito ordinario e sono sotto processo dinanzi ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. 

venerdì, 11 Dicembre 2020 - 15:01
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