Il Mes frantuma quel che resta del M5S: 4 deputati vanno via. Da inizio legislatura 47 parlamentari hanno detto addio


Altri 4 deputati lasciano il Movimento Cinque Stelle: non si arresta la diaspora del Movimento creato da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo e in cui si assiste ad uno stillicidio di esodi verso altri partito o il gruppo Misto. A lasciare le fila dei pentastellati sono i deputati Fabio Berardini, Carlo Ugo De Girolamo, Maria Lapia e Antonio Lombardo. L’addio avviene nel giorno in cui Berardini, De Girolamo e Lapia hanno votato contro la riforma del Mes (Lombardo era assente).

«Oggi, purtroppo, rimangono le macerie di un movimento che era partito con le migliori intenzioni ma che ha annientato qualsiasi contatto con il mondo reale grazie all’assenza di una minima organizzazione sui territori – ha scritto Berardini su Facebook -Ieri si è consumato il colpo di grazia: dopo aver scritto nero su bianco sul programma elettorale ‘Smantellamento del Mes’ viene approvata una riforma (peggiorativa) di questo istituto. È ovvio che i vertici del M5S si sono calati completamente le braghe pur di mantenere la propria poltrona. Noi 13 deputati che abbiamo votato coerentemente con il nostro programma elettorale siamo stati minacciati di espulsione ed emarginati. Il clima – lamenta Berardini – è diventato talmente tossico che non mi riconosco più in questa forza politica».

Gli ha fatto poi eco Carlo Ugo De Girolamo: «Oggi sono qui a scrivere con l’animo colmo di tristezza i titoli di coda di questa mia esperienza con un MoVimento che mi aveva fatto sognare ma che da troppo tempo ormai mi faceva soffrire per l’incapacità di considerare questo ‘suo figlio’ parte viva e attiva dello stesso. Un MoVimento che ringrazierò sempre per l’opportunità datami di ricoprire pro tempore questo importante ruolo. Ma oggi sento che questa non è più casa mia».

«Da domani andrò comunque avanti, sosterrò il Presidente Giuseppe Conte e continuerò a lottare per portare avanti tutte le battaglie che ho intrapreso, di nuovo pronto a costruire nuove fondamenta con chi crede ancora che la politica sia costruzione e confronto, battendomi su quello stesso terreno fertile che qualcuno sino ad oggi ha voluto distruggere – sempre e comunque – in nome e per conto terzi, mai mettendoci la faccia quanto piuttosto girandola dall’altra parte»

«L’approvazione della risoluzione che autorizza il governo alla firma della riforma del Mes é l’ultima goccia che fa traboccare un vaso pieno di tradimenti dei valori fondamentali del M5s» ha dichiarato la deputata Lapia annunciando così la sua fuoriuscita dal gruppo.

«Il nostro programma elettorale, che avrebbe messo una pietra tombale su un modo di fare politica oramai obsoleto e – dichiara Lapia _ che ha avuto in un primo momento la straordinaria capacità di riavvicinare i cittadini alla gestione della cosa pubblica, era chiarissimo. Tra i punti qualificanti c’era lo smantellamento del Mes, impegno che come tanti altri è stato completamente disatteso. Ora, che il patto con gli elettori è stato nuovamente tradito, io non posso più restare in un Movimento che tratta come carta straccia l’impegno solenne preso con la sottoscrizione di un programma elettorale”. Lapia fa riferimento alle innumerevoli battaglie che avrebbero dovuto accompagnare questa legislatura e che , invece, sono rimaste lettera morta. “Dopo oltre due anni e mezzo nulla si è mosso anche sul fronte dell’acqua pubblica. Ed ancora – sottolinea la parlamentare -, ci sono: la mancata legge sul conflitto di interessi, la mancata riforma fiscale e la mancata riforma sulla durata dei processi»

Ieri mattina, il deputato Lombardo, in un messaggio inviato ai colleghi e pubblicato dall’Adnkronos, aveva scritto: «Ragazzi, per una questione di correttezza e rispetto nei vostri confronti, prima che lo apprendiate dalle agenzie, vi comunico che sto per lasciare il gruppo parlamentare del M5S. Con stima, un abbraccio a tutti».  scrive Lombardo. Il nome di Lombardo figura nella lista dei 13 parlamentari 5 Stelle che ieri non hanno partecipato al voto sulla risoluzione di maggioranza relativa alla riforma del Mes. Un dissenso manifestato nella lettera anti-Mes della scorsa settimana, sottoscritta da Lombardo insieme a molti altri colleghi.

Da inizio leglislatura i parlamentari che hanno abbandonato i Cinque Stelle sono 47 (21 deputati e 16 senatori).

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venerdì, 11 Dicembre 2020 - 09:08
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